mercoledì 5 ottobre 2011

2011: RITORNO A MARCAHUASI.

MARCAHUASI: SETTEMBRE 2011.

Il parziale fallimento della spedizione "Paititi 2011", dovuto al mancato ottenimento dei permessi necessari utili a organizzare una spedizione nella zona del "Santuario del Megantoni", a Nord di Cusco, luogo dove si suppone l'esistenza di una cittadella pre-inca o inca sconosciuta, non ha placato la mia sete di avventura e grazie all'aiuto del mio amico Paul Mazzei ed a una equipe di persone legate alla trasmissione "Voyager", mi sono recato di nuovo, dopo 13 anni, nella localita' magica di Marcahuasi. Dopo che il 13 settembre 2011 avevamo presentato, insieme al nostro capo esploratore Greg Deyermenjian, un nuovo progetto per il prossimo futuro (forse il prossimo anno), avevo lasciato Cusco e gli altri compagni, che avevano deciso di fare comunque un trekking in una zona ben più a sud del nostro obiettivo primario: vicino al rio Yavero per visitare la "fortezza di Miraflores", località già visitata da Deyermenjian una ventina di anni or sono. Da Cusco ero ritornato a Lima per incontrare il Team e andare a Marcahuasi. I risultati di questa nuova avventura si vedranno nei bellissimi filmati che la trasmissione televisiva italiana probabilmente mostrerà al pubblico il prossimo anno 2012, in primavera.
Per il momento, quello che posso dire grazie all'ausilio e al permesso di questo blog, è che mai come ora sono sempre piu' convinto della bontà delle affermazioni di Daniel Ruzo sull'esistenza, millenni or sono, nell'altopiano di Marcahuasi (o Markawasi) di un civiltà straordinariamente complessa, capace di trasformare delle rocce naturali in forme dai volti umani o di animali con l'ausilio di perfezionate tecniche di taglio della pietra, abbinate a una conoscenza ottica elevatissima detta delle "pietre figurate".
In più, grazie a questa opportunità, ho potuto controllare e riaffermare la validità delle mie prime osservazioni del 1998 quando, come primo italiano a raggiungere Marcahuasi, notai come la roccia del "Leone Africano" dominasse la zona nord di Marcahuasi, sopra il villagio di San Pedro de Casta, e il cui volto stilizzato, impresso sul corpo del Leone, con uno straordinario effetto ottico, era rivolto esattamente a Est, al sorgere del Sole, pertanto era la prima delle rocce straordinarie di Marcahuasi ad essere illuminata dai primi raggi del mattino...
In un mondo come il nostro dell'esplorazione archeologica, dove ti devi guardare soprattutto dalle maldicenze di colleghi ambiziosi, questa è stata una bellissima riconferma...Grazie Marcahuasi, per la tua bellezza e la tua maestosità! 1998-2011, un bellissimo ritorno.
M. Zagni.
P.S. aggiornamento: Si ringrazia Voyager/Rai2 per la messa in onda il giorno 27 febbraio 2012 della trasmissione nazionale dedicata anche a Marcahuasi - finalmente questo posto meraviglioso ha avuto la notorietà pure in Italia, come meritava. Chi scrive è da circa 30 anni impegnato, anche con viaggi e difficili spedizioni, nella divulgazione del concetto di "archeologia di frontiera" o di "esplorazione", prendendosi notevoli rischi personali anche per contrastare l'azione di chi da sempre punta, in tutti questi campi, solo ad una pura affermazione personale a discapito dell'obiettività e della bontà della ricerca.

lunedì 22 agosto 2011

GIZA SOTTERRANEA.

EGITTO MISTERIOSO: PIANA DI GIZA SOTTERRANEA.

Dal sito www.scintilena.com:

Un esploratore inglese sostiene di aver trovato l’accesso agli inferi dei faraoni
Notizia trovata su www.msnbc.msn.com, in inglese, scritta da Rossella Lorenzi.
Un enorme sistema di caverne, tunnel e camere si nasconde sotto le Piramidi di Giza, secondo un esploratore britannico che sostiene di aver trovato l’inferno perduto dei faraoni.
Popolato da pipistrelli e ragni velenosi, il complesso sotterraneo è stato trovato nella roccia calcarea sotto le piramidi di Giza.
“Laggiù c’è un mondo in cui l’archeologia non è ancora arrivata, così come un delicato ecosistema che include colonie di pipistrelli e una specie di ragno che abbiamo identificato come ‘timida vedova bianca’”, ha detto l’esploratore britannico Andrew Collins.
Collins, che fornirà maggiori dettagli e le sue conclusioni nel libro “Beneath the Pyramids” che sarà pubblicato nel mese di settembre, ha rintracciato l’ingresso al misterioso mondo sotterraneo, dopo la lettura delle memorie dimenticate di un diplomatico ed esploratore del 19 ° secolo.
“Nelle sue memorie, il console generale britannico Henry Salt racconta come ha esaminato un sistema sotterraneo di ‘catacombe’ a Giza nel 1817, ha detto Collins.
Il documento registra due esplorazioni alle grotte con uno sviluppo di qualche centinaio di metri, sviluppate in quattro grandi sale che lasciavano accedere ad ulteriori passaggi sotterranei.
Con l’aiuto dell’eittologo inglese Nigel Skinner-Simpson, Collins ha ricostruito l’esplorazione effettuata sulla piana di Giza, localizzando l’ingresso alle catacombe andate perdute nei pressi di una tomba apparentemente non catastata ad Ovest della Grande Piramide.
Infatti, la tomba è caratterizzata da una fessura nella roccia, che ha portato in una grande grotta naturale.
“Abbiamo esplorato le grotte prima che l’aria diventasse troppo consumata per continuare. Sono molto pericolose, con avvallamenti e buche invisibi (N.D.R. E Che saranno mai!) , con colonie di pipistrelli e ragni velenosi”, ha detto Collins.
Secondo Collins, le grotte - che sono vecchie di decine di migliaia di anni, se non centinaia di migliaia di anni - possono avere ispirato lo sviluppo del settore e la piramide egizia con la credenza in un mondo sotterraneo.
“Antichi testi funerari alludono chiaramente all’esistenza di un mondo sotterraneo in prossimità delle piramidi di Giza,” ha detto Collins su Discovery News.
Infatti, Giza era conosciuta anticamente come Rostau, che significa “bocca dei passaggi”.
Questo è lo stesso nome di una regione dell’antico inferno egizio noto come Duat.
“‘La bocca dei passaggi’ è senza dubbio un riferimento per l’ingresso ad una grotta e il passaggio al mondo sotterraneo” ha detto Collins a Discovery News.
La scoperta di Collins è destinata ad avere un grande successo grazie all’interesse sull’Egitto in tutto il mondo.
Zahi Hawass, capo del Consiglio supremo delle Antichità dell’Egitto, aveva respinto la scoperta.
“Non ci sono nuove scoperte da fare a Giza. Sappiamo tutto sulla spianata”, ha dichiarato.
Ma il commento di Collins è che, dopo approfondite ricerche, non ha trovato alcuna menzione delle grotte in tempi moderni.
“To the best of our knowledge nothing has ever been written or recorded about these caves since Salt’s explorations. If Hawass does have any report related to these caves, we have yet to see it,” Collins said. “Il meglio delle nostre conoscenze dice che non sono mai state scritte o registrate esplorazioni su queste grotte. Se Hawass non ha alcun riferimento connesso con queste grotte sarà necesserario ancora andare a vedere.” ha detto Collins.

martedì 2 agosto 2011

IL VOLTO DEL LEONE DI MARCAHUASI.

Un Intervento necessario.

Da Marco Zagni riceviamo la richiesta di lasciare questo intervento sul sito di Edmund Kiss:
“Ringrazio questo sito che mi permette di rilasciare questo brano tratto dal mio articolo “Il Leone delle Ande” apparso sulla rivista Nexus n. 19 del 1999 e poi nel mio saggio “L’Impero Amazzonico”, Mir, Firenze, 2002. Ringrazio anche un mio amico per avermi avvertito della spiacevole situazione.
Come primo italiano a raggiungere Marcahuasi nel 1998, devo rispondere a chi, neanche molto velatamente, mi da del “fantasioso” dal suo sito riguardo la posizione geografico-spaziale e la struttura di uno dei “monumenti” andini più interessanti di Marcahuasi, in Perù centrale, e cioè il “Leone Africano”. La cosa incredibile è che questa persona ha certamente letto il mio saggio. Però forse è meglio incominciare a capire quello che si legge, se non si vuole poi fare dei danni.
Ecco lo stralcio, chiarissimo nella sua esposizione:
“Con una bussola militare constatai che il corpo del Leone era posizionato su di un’asse Nord-Sud, mentre il rilievo del volto puntava senza dubbio a Est, cioè al sorgere del sole”.
Quello che ho scritto nel 1999 rimane assolutamente valido nella sua totalità oggi e anche nel futuro: è il “rilievo” del volto (che è bidimensionale in questo caso, alcuni dei volti animaleschi di Marcahuasi si basano su degli antichissimi e voluti effetti ottici) che guarda verso Est, non il corpo, che è certamente posizionato su di un asse nord-sud.
Ringrazio nuovamente il Blog di Edmund Kiss che mi ha permesso questa immediata replica”. Al più giovane collega (certo, tutti possiamo sbagliare, anche chi scrive, è ovvio) consiglio più moderazione e comunque rispetto per il lavoro, molto precedente il suo, svolto dal sottoscritto in Sud America già dagli anni '80 e '90. Grazie.”

giovedì 21 luglio 2011

CICLICITA' DELLE CIVILTA' UMANE.

ATLANTIDE: "LA PUNTA DELL'ICEBERG".

Primo punto fondamentale : le Civiltà umane sono Cicliche.
Esse si sviluppano e poi scompaiono , si autodistruggono o vengono distrutte da catastrofi naturali terrestri o provenienti dallo spazio ( Impatti di asteroidi ) a distanza di grandi intervalli di tempo . Infatti sono stati ritrovati crani di uomini di tipo moderno ( del tipo Sapiens Sapiens ) , in strati geologici “ certi “ – e cioè non ci sono state intrusioni da altri strati geologici - di milioni di anni fa, anche in Italia . ( Un caso clamoroso fu il ritrovamento a Castenedolo in provincia di Brescia a fine ottocento – un cranio femminile moderno in uno strato di almeno 2 milioni di anni fa, se non addirittura 5 ! ).
Secondo punto : i convegni tra scienziati “ a porte chiuse “ .
Diversi scienziati ne parlano tra di loro , in incontri a livello internazionale , ma mantenendo il più assoluto segreto . Alcuni incontri hanno riguardato la “ non spiegabilità “ in termini convenzionali addirittura della formazione di alcune catene montuose ( generalmente giovani – le Ande , per esempio ) presenti sulla terra : alcune incredibile spiegazioni emerse in questi incontri “ top secret “ hanno chiamato in causa concetti come “ Orografia Artificiale “( cioè la formazione di catene montuose come fenomeni voluti da un disegno intelligente preterumano ) o addirittura le cronache indiane vediche – forse le più fedeli rappresentazioni della storia della terra e degli esseri umani secondo alcuni scienziati – dove esplosioni atomiche di enorme potenza ,per causa di guerre atomiche del passato, contribuirono ad innalzare alcune delle catene montuose più note .
Terzo punto : nella nostra attuale civiltà “ tecnologica “ gli equilibri non devono essere alterati .
Lo vuole chi detiene il vero potere – tutti possono capire a quali settori ci riferiamo – Gli “ Equilibri “ sono di ogni genere, sociali , culturali, storico –religiosi , ma soprattutto economico – tecnologici, anche a scapito dell’ambiente terrestre, dell’amore per il vero progresso e della vera scienza ( che ormai non esiste più , perché ormai anche la ricerca pura risente esclusivamente del fattore economico ).
Di conseguenza , come puro esempio, con il petrolio dovremo andare avanti ancora per un pezzo perché lo sviluppo tecnologico ed i suoi relativi salti , con l’utilizzo di altre forme di energia più pulita e più a basso costo , è già stato programmato solamente per passaggi tecnici distanti tra loro centinaia di anni.
I passaggi tecnologici vengono quindi programmati da chi comanda e sono il frutto di “ accordi “ con chi può cedere nuove tecnologie , già ora esistenti , ma per il momento , proibite.
Leonardo da Vinci , Nikola Tesla, Viktor Schauberger, Wilhelm Reich, Alessandro Porro ed altri hanno tentato nel corso dei secoli di accorciare questi tempi lunghissimi già programmati e concordati da altri , ma non ci sono riusciti pienamente o gli è stato addirittura impedito di farlo.
Ora, vi chiederete voi , ma chi può aver concordato con i “ poteri forti “ lo sviluppo tecnologico dell’attuale civiltà ? Chi può fornire nuove tecnologie , sempre diverse e più raffinate , a distanza di secoli ?
La risposta che abbiamo avuto alle medesime domande fatte ai nostri interlocutori è stata semplice e sconvolgente allo stesso tempo : “ Facile , da chi le ha già usate in un remoto passato, millenni fa. Atlantide è solo la punta dell’Iceberg. Ci sono state altre civiltà precedenti, favolose, ed il loro “ ricordo “ è presente anche oggi nella memoria “genetica“ di alcuni uomini diretti eredi di queste umanità precedenti (concetto di "Memoria Ereditaria"). Uomini che vivono insieme a noi oggi, in questo stesso momento “. E collaborano loro malgrado con i "poteri forti".

giovedì 7 luglio 2011

LA PIRAMIDE DI METALLO

LA PIRAMIDE METALLICA DEL QINGHAI-CINA.

Queste sono delle informazioni utili che possono servire a tutti per trovare la Piramide di Metallo del Qinghai.
A Bey Jing (Pechino), cercare di Contattare il sig.
WEI YUGUANG, dell’UFO Research Organization di Pechino,
direttore del "Progetto Qinghai-Piramide metallica".

La piramide si trova sulla sponda meridionale di un lago salato, alta fra i 50 ed i 60 metri.
Là vicino si trovano delle strane caverne, pietre tagliate in modo singolare, e pezzi di metallo sconosciuti.
Il tutto si trova ai piedi di una montagna che si chiama BAIGONG SHAN, A 40 KM. dalla più vicina città, Dipartimento locale governativo di DELINGHA, Qinghai.
Il Capo del dipartimento locale si chiama Qin Jianwen.

Si sono interessati il giornalista YE Zhou, del Lanzhou Morning News,
la Xinhua News Agency ed un ingegnere, un certo LIU SHAOLIN dello Xitieshan Smelting Plan,
il quale dice di aver esaminato un pezzo del ferro della piramide,
e probabilmente è stata costruita 5.000 anni fa….
Tutte queste fonti vengono dal
City Weekend, Cina Popolare, del 18 luglio 2002.

giovedì 30 giugno 2011

SPEDIZIONE PAITITI

PAITITI 2011

Per i dettagli sulla prossima spedizione "Paititi-Pantiacolla 2011" vi invito a consultare il comunicato stampa congiunto presso il sito web del collega Yuri Leveratto

a http://www.yurileveratto.com

"Spedizione Paititi-Pantiacolla 2011". Un caro Saluto. Zama.

domenica 12 giugno 2011

SULLE TRACCE DELL'AGARTHI

SULLE TRACCE DEGLI "IMMORTALI" DELL'AGARTTHA.

Sarà nel 2012 o più avanti ma non ci importa: il progetto che abbiamo in mente non ha una data precisa per essere realizzato ma una cosa è certa , e cioè che si farà.
Da tempo stavamo pensando a diverse cose, al di fuori dell’interesse per il Sud America archeologico, ma ultimamente si pensava: vent'anni fa discutendo con un cugino esploratore , da tempo scomparso , eravamo stati avviati poi ad uno studio della lingua e della cultura cinese per vari motivi ma soprattutto perché si voleva intraprendere insieme un viaggio nell’Asia Centrale e si progettavano vari percorsi , tutti fattibili ma difficili. Esempi : Ulan Bator – Lhasa , oppure la Kanton – Karachi o la via della Seta ecc.
Sono passati tanti anni, diversi viaggi in Sud America, anche in Bolivia (2007), ma in Asia Centrale nulla di fatto. Ora grazie alla collaborazione con l’amico Alessandro D. T. una possibilità c’è , forse la più interessante tra le molte fantasticate: la Via della Giada , un percorso che ha almeno 3000 anni , se non 4000 (si pensa invece a quei luoghi come ad un tempo smisuratamente più lungo ancora, che tocca la leggenda di MU ed alla sua colonia di Kharakoto, ma è un discorso che ci porterebbe molto lontano ).
Quale deve essere lo scopo di questo viaggio? Il nostro scopo, non quello degli altri, che assume meno importanza…
In realtà dare una spiegazione può essere molto semplice e complicata nello stesso tempo, che in sostanza si può raccogliere nel famoso motto : Ex Oriente Lux.
La fonte , la matrice ancestrale di ogni insegnamento filosofico che ha avuto presa in Occidente è sempre nata in Oriente.
Tutti i grandi mistici ed esploratori e filosofi dell’imponderabile l’hanno sempre detto: esiste un gruppo, una setta , una fonte, una società organizzata di esseri , umani e straordinari allo stesso tempo , un vero e proprio Cerchio interno dell’Umanità (così come lo definì il seguace di Gurdjieff, Bennett) che da sempre cerca di influire sulla storia del mondo mandando da tempo immemorabile dei suoi emissari , periodicamente, da Oriente ad Occidente, per cercare di controllare l’Umanità .
Questa è la vera ragione ,a nostro parere, che ha spinto avventurieri, esploratori, archeologi e mistici verso il cuore dell’Asia : la ricerca di tesori e città perdute certo è stata una fortissima molla per la ricerca ma chi ha la mente oltre l’umano cerca qualcos’altro, cerca una ragione , una fonte di vita e di insegnamento, cerca una possibilità per superare i propri limiti terreni, cerca questa società straordinaria di esseri “ controllori “ dell’Umanità .
Shambala, Agharti, Shangri La, la Confraternita Sarmoung, I nove Ignoti, il Re del mondo, la Confraternita Bianca, i Superiori Sconosciuti, è sempre e comunque lo stesso concetto: la religione umana primordiale di stampo sciamanico ed esoterica, che ha le sue origini e fonti fuori da questo mondo, che è interconnessa con un altro mondo partendo dal suo ombelico mistico riconosciuto come esistente in Asia Centrale.
Ma dove cercare ? Nel Gobi, nel Taklamakan ? Sui monti Kun Lun ? In Afghanistan ? In Tibet,nello Xin Jiang oppure semplicemente molto più lontano a Occidente, a centinaia di chilometri ad Est di Bukhara?
Molto ci sarà da cercare, molti viaggi si dovranno fare ma per questa prima tappa della nostra ricerca ci basiamo sulle ricerche di Stein , di Hedin , di Roerich , ma soprattutto di Gurdjieff, l’ultimo emissario degli “Immortali“, colui che sapeva, il risvegliato, l’Ipnotizzatore , il Maestro di Danza. Lui aveva studiato dai monaci Sarmoung, prima soglia per l’Agharti , ma dove ?
Esattamente nessuno lo sa, questo segreto se lo è portato nella tomba quando è morto a Parigi nel 1949.
Ma forti indizi ci sono (ed è così, ne siamo certi) leggendo quello che ha scritto lui e chi ha scritto su di lui .
Ecco quindi le tappe del nostro viaggio da Est verso Ovest della Cina: Dun Huang , sede della grande scoperta di Stein nel primo novecento, e poi Lou Lan, la città dormiente, scoperta da Hedin nello stesso periodo .
Proseguendo nel prosciugato ex lago di Lop Nor verso Ovest –Sud Ovest, lungo il fiume Karkan, verso Kothan e i monti Kun Lun, a sud del Taklamakan, e poi verso Yarkand, Yanghiissar, l’Oasi di recupero di un Gurdjieff ferito da proiettili “vaganti” e stanco, ed infine Kashgar, cercando il QUT’B, il centro perfetto geopolitico e geografico dell’Asia, equidistante da tutti i mari che costeggiano il continente più importante e popoloso del Mondo, situato tra Cina, Pakistan e Afghanistan.
Con il simbolo mistico dell’Enneagramma tra le mani, in compagnia del “Quadrato magico“ cinese e di una bussola geomantica, cercheremo , domanderemo, saremo i nuovi “Cercatori della Verità“ , sganciati da tutte le convenzioni e da tutti i gruppi , alla ricerca degli “ Immortali “ , i padroni della nostra “memoria ereditaria“, gli sciamani perenni .

sabato 21 maggio 2011

7 OTTOBRE 1994.

7 OTTOBRE 1994, ORE 02.00.

Nella notte del 7 ottobre del 1994, stavo tornando a casa in auto. Fermata l'auto davanti a casa, mi accingevo ad aprire la portiera e a scendere dall'auto per aprire il cancello, quando vidi alto nel cielo una sorta di disco abbastanza "panciuto" di grandi dimensioni,penso sugli 80-100 metri, all'apparenza semi-mascherato, come da un'alterazione visiva ( tipo l'effetto ottico sulla strada, che altera le forme, in giornate di molto caldo ). Ruotava su se stesso emettendo strane luci fioche - che apparivano anche sulla superficie del disco, come macchie di luce debole bianco-giallastra - e inoltre si spostava in direzione della Tangenziale. Essendo in una zona di campagna, non passava nessuno, e all'inizio rimasi atterrito per qualche secondo, in piedi e fermo di fianco all'auto, con la portiera aperta. Ripresomi in breve tempo, non sapevo che fare, e pensavo di precipitarmi in casa a prendere una macchina fotografica, ma temevo che l'oggetto scomparisse. Questo sembrava in attesa anche se lentamente, facendo ampi cerchi nel cielo in un minuto circa ad ogni giro, si dirigeva in direzione Tangenziale Ovest. Il mio stato passò da una forte paura ad una rabbia crescente, mista a coraggio, e così, balzando sull'auto, mi misi a seguirlo mentre l'oggetto si allontanava piano, in direzione Nord-Est. Dopo circa un chilometro che lo seguivo sulla strada deserta, vidi il disco abbassarsi moltissimo fino a circa 3-400 metri, sopra la mia auto. Occupava parte del cielo, era enorme, e la sua "pancia" rivelava una serie di luci molto accese e colorate. Fermatomi poco dopo tempo a ridosso dell'imbocco della Tangenziale, che avevo ormai raggiunto, scesi dall'auto. L'oggetto era sparito, non si vedeva più. Un'auto marrone scendeva dalla rampa, cercai di fermarla ma il conducente tirò diritto accellerando. Erano le 02.23 del mio orologio: l'esperienza era durata circa un quarto d'ora. Fantastico e tremendo allo stesso tempo. Altri dati, che qui non cito, li comunicai al Centro Ufologico Nazionale, sezione della mia Regione, ma solo circa dopo due mesi, perchè non avevo mai avuto contatti con il CUN, non avevo riferimenti nè indirizzi, e non sapevo a chi rivolgermi: allora Internet non c'era, e comunque, in Italia, non era diffuso. Conosciuto alla fine l'indirizzo di riferimento mandai una lettera, però a Bologna,se non ricordo male, e venni poi chiamato nella mia città a fare rapporto. Mi fu detto solo che quella notte, nella stessa zona, vi era stato un'altro testimone, niente altro.
Se posso dire la mia su quel disco, come oggetto volante utilizzava senz'altro una tecnologia invidiabile, silenziosissima, e tendeva a utilizzare una sorta di "mascheramento" nel cielo. Ma, dopo molti anni, non so certo dire se fosse un disco "extraterrestre" o derivante da una nostra tecnologia "superiore" e tenuta segreta sino ad oggi. Fu comunque un'esperienza impressionante, un vero incontro con un UFO. Da allora la mia passione per il mistero in generale, e la ricerca della Verità, qualunque essa sia, aumentò in modo esponenziale. E non mi sono più fermato.

venerdì 20 maggio 2011

UN MAESTRO BUDDISTA.

ECCO UN MAESTRO DI VALORE:

Geshe Thupteen Tenzin è professore di Filosofia Buddhista Tibetana (Buddhismo Tibetano Vajrayana, Scuola Gelug-pa), è nato nel villaggio di Dankhar situato a 4000 metri sulle montagne himalayane nella Valle dello Spiti, al confine con il Tibet, cammino che dallo stato dell'Himachal Pradesh conduce al Monte Kailash.
All’età di 8 anni ha preso i voti da monaco presso un Monastero della sua regione, ed ha poi compiuto e completato gli studi in Psicologia, Filosofia Buddhista, Dibattito, Metafisica e Disciplina monastica nel prestigioso Monastero di Ganden Shartse nel sud dell'India.
Dopo il conseguimento del diploma di laurea come Gheshe Larampa, ha perfezionato la sua preparazione presso il Monastero tantrico del Gyuto, sempre in India.
Nel 1996 viene inviato in Europa assieme a un gruppo di altri monaci con la missione di raccogliere fondi per la costruzione di un nuovo Monastero nel sud dell'India. In Italia entra in contatto con diversi Centri di Cultura Tibetana che gli chiedono di rimanere come Professore e Maestro di culto.
Da allora Gheshe Thupteen Tenzin passa molto del suo tempo a insegnare Filosofia Buddista Tibetana in diversi Centri, a Milano, in Italia e nel Mondo.

martedì 17 maggio 2011

CRISTO/KRIST-BUDDHA-MAOMETTO

NUOVI PERCORSI CULTURAL-RELIGIOSI PER UNA FUTURA EUROPA LIBERA.

Ecco il nuovo percorso per il salvataggio e il rilancio-modifica della vera cultura e delle tradizioni europee, puntando verso il futuro con una nuova alleanza culturale.
La dipendenza culturale e politica europea, obbligatoriamente oppressa da una sorta di Atlantismo filo Occidental-statunitense e da un senso di sottomissione verso tutto quel che è culturalmente/religiosamente filo-israeliano,con l'ancora impostoci senso di colpa mediatico per l'Olocausto degli ebrei in Europa, sta portando l'Europa intera in una situazione insostenibile sotto tutti i punti di vista. E' meglio allora ricordarsi che esistono altre strade, tutte percorribili, altri percorsi culturali, o di alleanza religioso/culturale.
Lo spauracchio islamico non ha mai avuto veramente ragione d'essere. Il Corano in realtà contempla una vera situazione di amicizia in particolar modo con il Cristianesimo, che non è affatto un'evoluzione dell'Ebraismo, ma una religione totalmente innovativa voluta da Nostro Signore, Gesù Cristo. La follia voluta dai nostri ultimi governi del nostro Paese, l'Italia, di fare in modo di rendere molto difficile la costruzione e l'utilizzo di Moschee ( vedi il caso Milano ) si è risolto in un enorme boomerang negativo di ritorno...Deve esistere una completa e vera libertà di culto, con la manifestazione completa di altre culture e tendenze. Il tutto sta a scegliersi i veri alleati validi. Lo stesso Buddismo tibetano ha delle eccezionali forme di somiglianza culturale con il Cristianesimo primitivo e puro, al di fuori di dogmi imposti solo diversi secoli dopo la salita al Cielo del Signore.
Mantenendo la situazione attuale, puntando solo su di un unico percorso giudaico-cristiano, escludendo l'Islam, minimizzando l'opera di Buddha, vuol dire non rendersi conto della realtà, non comprendendo allora che determinate scelte prese più di trent'anni or sono stanno portando il nostro modo di vivere europeo verso una situazione di completo declino ed asservimento a mentalità soltanto negative.

martedì 26 aprile 2011

LE "PIETRE FIGURE" GIGANTI DI MARKAWASI

MARCAHUASI: ANDE CENTRALI PERUVIANE

A latere di studi , ricerche ed esplorazioni oramai ventennali in Sud America volti alla ricerca di dimostrare l’esistenza di una antica “ Cultura madre Amazzonico/andina “ la
quale diede luogo alle culture pre-incaiche che conosciamo, nel 1998 mi ero recato,
tra i primi in Italia, presso l’altopiano di Marcahuasi ( o Markawasi ) , distante in linea d’aria da Lima solo un 80/100 chilometri.
Ero a conoscenza di questo luogo da circa 20 anni , avendone letto una breve descrizione
su libri di divulgazione archeologico misteriosa.
Già negli anni ’50 il Dr Daniel Ruzo , peruviano scopritore di Marcahuasi , aveva cercato di far conoscere questa località alla comunità archeologica internazionale : furono organizzate conferenze alla Sorbona di Parigi già nel 1958 con l’aiuto dello studioso francese prof. Marcel Homet ( lo scopritore della Pedra Pintada in Brasile ), ma senza esito soddisfacente.
Ruzo sosteneva che in molti punti dell’altipiano ( a 4300 mt. sul livello del mare e della superficie di circa 4 km. quadrati ) le grandi rocce granitiche la presenti erano state modificate da una civiltà sconosciuta -che lui aveva battezzato cultura Masma-migliaia di anni fa per dare immagini antropomorfe e zoomorfe.
Queste strutture “ organiche “ ( chiamate così da Ruzo ) erano state ottenute modificando il meno possibile le rocce naturali ma ottenendo comunque un ottimo lavoro visivo poiché si era tenuto anche conto del gioco di luci ed ombre provocato dalla luce solare ( ed in certi casi dal riverbero lunare ) in determinati orari del giorno ed in determinati periodi dell’anno ( equinozi , solstizi ).
In sostanza Ruzo si accostava così di molto alle teorie già sostenute da uno dei padri dell’archeologia BOUCHER DE PERTHES ( teoria delle “Pierres Figures“, pietre figure) , e più recentemente dagli studi dell’appassionato italiano Piero Tellini.
In pratica quello che accomuna moltissimo questi studi si risolve nel fatto che si ipotizza che gli uomini preistorici avevano una capacità visiva differente e forse migliore della nostra , con una possibilità di percepire in modo più acuto i giochi di luci ed ombre sulle pareti rocciose e nelle grotte . Questo aveva portato a lavorare le selci in modo tale che,in un primo tempo a scopo puramente ludico , con l’aiuto della luce dei fuochi all’interno delle grotte queste pietre proiettavano delle ombre figurate di forma umana o animale con un sistema simile a quello delle ombre cinesi.
Dal gioco, col tempo, si sarebbe passati ad un discorso religioso e quindi il tentativo di ingigantire queste tecniche rivolgendo la propria attenzione verso le grandi rocce presenti sulle colline e montagne, passando quindi dai fuochi delle grotte al sole come fonte di luce per creare questi effetti di luce ed ombre che tendono a “ umanizzare “ la pietra.
Nel 1998 , con l’aiuto dell’amico peruviano di origine italiana Paul Mazzei , mi sono recato sull’altipiano di Marcahuasi, dove sono rimasto 3 giorni , troppo pochi per visitarlo bene ( ci vuole una settimana almeno ) ma sufficienti per riconoscere che la località meriterebbe migliore attenzione da parte dei professionisti archeologi. Oltre a queste strutture , evidenti sono la presenza di abitazioni / chulpas incaiche ma forse anche pre/incaiche ( località la FORTALEZA ) in stato di forte abbandono . Si segnala la presenza di luoghi di sepoltura e di graffiti rupestri . Il tutto andrebbe studiato in modo serio :per questo motivo si sta cercando di interessare un centro importante. Marco Zagni.

martedì 8 marzo 2011

L'ERESIA DI MARCIONE.

MARCIONE DI SINOPE.

L’innegabile differenza di “approccio” nei nostri confronti da parte di Dio nel corso della Storia, che traspare da un confronto razionale tra il Vecchio Testamento e il Nuovo, fece sì che nei primi secoli dopo Cristo si sviluppasse una potente forma di eresia che è passata alla storia con il nome di eresia Marcionita.
Il termine di tale dottrina deriva dal nome del vescovo greco Marcione di Sinope (85-160 d.C). Papa Benedetto XVI, nella sua recente opera “Gesù di Nazaret” denuncia che il Marcionismo è ancora oggi “una delle grandi tentazioni dell’età moderna”. Eppure si era già grandemente diffusa tra il I e il II secolo d.C. L’errore di Marcione, secondo la Chiesa, nasceva da un approccio eccessivamente “razionale” nella lettura e nell’interpretazione dei due Testamenti, Vecchio e Nuovo. Così Marcione, sconvolto dalle varie azioni bibliche compiute da un Yahweh geloso, minaccioso, castigatore e addirittura sterminatore dei suoi stessi fedeli, era arrivato a formulare una dottrina religiosa che si può definire dualista. L’argomento è molto complesso e per una migliore e più completa informazione consigliamo la lettura del saggio di Adolf von Harnack “ Marcione “ ma, nella sostanza possiamo dire che il Marcionismo sostiene che il Dio degli Ebrei sia un Dio di carattere “inferiore”, un Demiurgo mero Creatore del mondo materiale e dell’uomo, non cattivo ma “crudelmente giusto”, impositore della ferrea Legge Mosaica. Gli angeli a lui ribelli si sono poi trasformati in demoni, entità maligne che ci tentano e ci perseguitano nel corso della nostra vita. Ma la cosa più importante per Marcione è stata il sostenere che Yahweh non è il vero Padre di Gesù Cristo, il quale piuttosto è figlio di un altro Dio “superiore”, totalmente buono, chiamato il “Dio straniero”, Signore dell’Universo, inconoscibile e insondabile. Da qui la volontà di Marcione di liberare la Cristianità dalla Bibbia del Vecchio Testamento, mantenendo come strumento dottrinario solo il Nuovo Testamento, depurato da ogni giudaismo religioso precedente. Attualizzando il discorso e solo come esempio, un’adeguata rappresentazione adattata al mondo d’oggi del modo di agire di questo implacabile Demiurgo, così come Marcione probabilmente lo immaginava, la si può arguire vedendo il recente film “Legion” (2010), del regista Scott Stewart.
In effetti alcuni interventi di Dio descritti nella Bibbia lasciano senza parole: in II Samuele, cap. 24, per esempio, il Signore induce Davide ad effettuare un censimento di Israele poi, ritenendosi offeso perché Davide ha preso questa decisione (che gli era stata invece suggerita proprio da Dio stesso), provoca per tre giorni la peste in Israele, morbo che mieterà 70.000 vittime. Il comportamento divino appare così deprecabile che lo stesso episodio viene descritto più avanti anche in I Cronache, cap. 21, dove però il posto del Signore che suggerisce a Davide la conta del suo popolo viene preso da Satana in persona!
Vista da una posizione “neutrale”, tutta questa faccenda risulta in effetti molto ambigua. Lo stesso Gesù, in un famoso episodio del capitolo 8 di San Giovanni evangelista (Giov. 8, 42-45) sembra prendere le distanze da frange intransigenti del suo stesso popolo ebraico e denunciare l’esistenza di un altro essere, a lui inferiore, quando dice: “Se Dio fosse vostro padre, amereste anche me, perché sono venuto e provengo da Dio; infatti non sono venuto di mia volontà, ma lui mi ha mandato. Perché non comprendete quello che dico? Perché non siete capaci di dare ascolto alle mie parole? Voi siete figli del demonio e volete appagare i desideri del padre vostro. Egli fu omicida fin dal principio, e si allontanò dalla verità, perché la verità non è in lui. Quando afferma il falso, parla come i propri simili, perché egli è bugiardo e padre della menzogna. Ma voi non mi credete perché dico la verità”.
In ogni caso non vi è alcun dubbio che il principio della “non violenza” è un dogma fondamentale soprattutto per un testo sacro come il Vangelo mentre così non si può dire per l’Antico Testamento e per il Corano, nel cui caso l’uso della forza viene pure a volte prescritto :”Coloro, invece, che credono, che emigrano e combattono la guerra sacra [Ĝihâd] per la causa di Dio, costoro possono sperare nella misericordia di Dio, perdonatore e misericordioso” ( Cor. 2, 218 ).

mercoledì 2 marzo 2011

AHNENERBE, HANS KAMMLER E "IRON SKY".

L' “AHNENERBE TECNOLOGICA”:FONTI STORICHE DEL FILM "IRON SKY".

Ecco un utile complemento di indagine a quanto già si può leggere nel saggio
di Marco Zagni “Archeologi di Himmler “ (ed. Ritter, Milano, 2004)e nel suo più recente saggio "La svastica e la runa" (ed. Mursia, Milano, 2011).
Naturalmente non si è certo in grado qui di illustrare completamente il lavoro svolto dall’Ahnenerbe nei confronti di tutti i suoi Dipartimenti di ricerca scientifica i quali, compresi quelli dediti alle “Scienze naturali“, arrivarono già nel 1943 a raggiungere la considerevole cifra di circa 50 Dipartimenti, con un centinaio di “progetti“ in allora corso ed un numero di addetti che, compreso l’indotto, (rappresentato da collaboratori esterni, dal RUSHA e da unità del Servizio di Sicurezza SD particolarmente dedicate) fu abbastanza rilevante, siamo nell’ordine di qualche migliaio di persone, tra militarizzati (Allgemeine SS-SS generali ), scienziati e civili.
I motivi sono i più diversi ma, nella sostanza, il Dipartimento Ricerche Militari è stato il Dipartimento della Società Ahnenerbe che, dal Dopoguerra, più è stato descritto, illustrato con i più scabrosi particolari e presentato a tutti, in tutto il mondo - anche in circostanze fuori luogo -, per i motivi legati alle condanne di Norimberga e alla propaganda dei Paesi Alleati Vincitori della Seconda Guerra Mondiale, e su questo Dipartimento esistono già interi saggi sull’argomento. L’argomento degli esperimenti “medici“ poi, è stato certamente un tema doloroso e tremendo, ma anche un tema sviscerato da più parti soprattutto per farlo diventare come una sorta di “cover up“ mediatico nei confronti dell'informazione della gente, nel senso che ci siamo convinti che in realtà il Dipartimento SS Ahnenerbe per le Ricerche Militari entrò dal 1944 anche e soprattutto a far parte di quei centri di ricerca tecnologici super-segreti che si occuparono dei “Black Projects“ (o "Schwarze Projekte" delle SS "Schwarze Sonne"), progetti fuori bilancio facenti capo ad una organizzazione delle SS “Top Secret“ di cui nemmeno il ministro Albert Speer era a conoscenza e il cui vero responsabile era il Generale delle SS Hans Kammler (scomparso poi misteriosamente nel 1945, forse in Sud America o in Antartide).Il Film "Iron Sky" si basa in parte proprio su queste ipotesi storiche di sopravvivenza dopo il 1945.
Questi argomenti,soprattutto di carattere tecnologico (come il segreto dei Dischi Volanti), sono rimasti un tabù per circa 60 anni, soprattutto in Germania e nel nostro Paese, a causa di certi veti imposti dagli USA, dalla Gran Bretagna e soprattutto dai potenti gruppi di controllo di stampo industriale, veti legati soprattutto al fatto di essere considerati dal punto di vista scientifico generi pericolosamente alternativi, culturalmente “antisistema“ ed in definitiva contrari al paradigma tecnico/energetico attualmente dominante: si parla infatti di studi militari iniziali relativi ad una “free energy“, una energia “pulita” e libera (sulla base degli studi di Nikola Tesla e Viktor Schauberger), in contrapposizione a quella “sporca“ che ci si ostina ancora ad usare oggi, in pieno XXI secolo, temi di cui chiunque è facilmente in grado di comprenderne l’importanza tecnologico-politica, una volta tratte le determinate ed ovvie conclusioni dalle riflessioni di cui sopra.

venerdì 11 febbraio 2011

I MISTERI DI AKAKOR E TATUNCA NARA

I SEGRETI DI AKAKOR.

Con l’uscita alla fine del 2005 in Germania del dvd film/documentario “Das Geheimnis des Tatunca Nara“, - Il segreto di Tatunca Nara - , del regista televisivo Wolfgang Brög , si è ritenuto assolutamente necessario fornire ai lettori del blog una serie di nuovi ed importanti aggiornamenti, insieme con altre valide fonti ( vedi bibliografia di base a fine articolo ) su tutto il problema della “ Leggenda di Akakor “ , che ormai non si può più risolvere con la pura e semplice semplice lettura dell’affascinante saggio di Karl Brugger , tradotto in Italia e pubblicato per la prima volta nel 1996 da Sissy Filangieri di Candida Gonzaga, già moglie del conte Antonio Filangieri, grande personaggio ed esploratore del Brasile negli Anni’ 50, seguace delle gesta del Colonnello Fawcett, e purtroppo deceduto pochi anni or sono dopo una lunga e grave malattia.
Ovviamente non tutti i nostri lettori saranno a conoscenza nei dettagli di tutta questa intricata storia e così, abbiamo deciso nel corso di questo articolo di fornire comunque una conoscenza elementare sufficiente perché ognuno possa trarre le sue conclusioni personali.
Per quanto mi riguarda, ormai da 25 anni appassionato ricercatore dei misteri dell’archeologia del Sud America ed anche esploratore esperto di alcune zone dell’Amazzonia, mi sono del tutto convinto che all’interno di quelle foreste giacciono ancora insepolti alcuni incredibili segreti che uniscono come in un filo indissolubile la preistoria più antica di quel vero e proprio inferno verde con altri fatti misteriosi ed inquietanti che fanno pure parte della nostra storia più drammatica e recente.
Uno dei più importanti anelli di questa lunghissima catena di misteri e reticenze potrebbe probabilmente essere proprio l’esperienza di vita di Tatunca Nara, l’indio meticcio tedesco autoproclamatosi capo della segreta tribù degli Ugha Mongulala alla fine degli anni ’60, scoperto a Manaus all’inizio degli anni ‘70 dal giornalista investigativo Karl Brugger e che oggi vive abbastanza tranquillamente con la moglie, la dottoressa Anita Nara a Barcelos, lungo il Rio Negro – a nord Ovest di Manaus – località che, guarda caso, si trova proprio a Sud di una zona ancora semi-inesplorata tra il Brasile ed il Venezuela, dove pare esistano antiche piramidi sommerse dalla vegetazione e città perdute, chiamate Akahim e Manoa.
Al di fuori di questo fatto, diversi suoi detrattori sono convinti per esempio che egli sia un tedesco bavarese, tale Günther Hauck, nato nel 1941 in Germania, emigrato all’inizio degli anni ’60 in Brasile dove appena giunto si diede alla macchia, cambiando identità e rifugiandosi in un primo tempo vicino a Manaus.
Nel 1968 era in ogni caso diventato famoso per aver salvato coraggiosamente la vita di alcuni ufficiali dell’esercito brasiliano che erano caduti con il loro piccolo aereo in piena foresta amazzonica brasiliana, a Sud di Manaus.
Ma questo non è l’unico problema che si vuole qui affrontare.
Per esempio, ci si è pure resi conto di come molte situazioni misteriose e veri e propri gialli irrisolti ( che coinvolgono anche la scomparsa di diversi esploratori,) si siano verificati in varie zone del Sud America amazzonico più profondo, come la zona della Sierra Parima, della Madre de Dios peruviana, del Mato Grosso o del nord Brasile e che ci siano sempre stati molti problemi connessi tra i misteri archeologici più complessi, la presenza continua di UFO in Amazzonia e sulle Ande con l’utilizzo di tecnologie segrete e l’assoluta volontà di alcune persone dal passato non certo cristallino di rimanere nell’anonimato più totale.
Vediamo quindi di fare un riassunto di tutta questa intricata vicenda di “ Akakor “ partendo però da un punto di vista di analisi abbastanza diverso dall’usuale.
Michael Bar Zohar, un agente del Servizio segreto Israeliano ora deceduto, (l’Italia aveva già conosciuto il suo libro “ La caccia agli scienziati nazisti “, per Longanesi ed. negli anni ‘60), era uscito nel 1968 con un libro pubblicato in Inglese dalla casa editrice Arthur Baker Limited, dal Titolo “The Avengers“ , in cui il concetto principale era che lo spostamento dei rifugiati nazisti era avvenuto anche per mezzo della copertura delle strutture commerciali delle nuove aziende tedesche post-belliche sparse in tutto il mondo .
Appellandosi a delle fonti americane CIA egli sosteneva che ormai si erano installate in molti paesi del Mondo più di 700 aziende tedesche in luoghi come la Svizzera, il Portogallo, la Turchia e l’Argentina, solo per fare degli esempi.
Tutto questo era già iniziato, diceva l’autore, molto presto , già a partire dal 1943, con dei grossi investimenti ed insediamenti abitativi per fabbriche e linee di produzione e ricerca semi-clandestine a partire dall’Africa del Nord e poi per tutto il Sud America.
Tra le altre cose, una delle principali fonti di indagine giornalistica su tutte queste presunte zone di appoggio in Sud America era stata una persona che in realtà, tra le altre cose, aveva sempre pensato che per esempio Adolf Hitler non si fosse suicidato nel Bunker di Berlino, ma che fosse scappato in Sud america (probabilmente in Argentina) con diversi altri gerarchi nazisti, (tra cui Hans Kammler ed Heinrich Müller): il coraggioso corrispondente dell’ARD radio-televisiva tedesca ( Allgemeiner Deutscher Rundfunk ) Karl Brugger.
Brugger, a partire dal 1970, dopo alcune prime indagini in Argentina, si trovava in pianta stabile a Belem, una moderna città di circa 600.000 abitanti, che si trova in piena Amazzonia brasiliana.
Da dove si trovava a Belem egli si era recato per alcuni giorni a Manaus, uno di quegli insediamenti ( ora è una città molto più grande) che si trovavano in piena foresta e che allora si potevano raggiungere solo per via fluviale (oggi si raggiunge soprattutto in aereo).
Qui egli venne a sapere dell’esistenza e conobbe amichevolmente poi un uomo di nome Tatunka Nara, mezzo tedesco e mezzo indigeno a suo dire, che disse di essere il capo della stirpe della Tribù nascosta degli Ugha Mongulala e che gli raccontò la storia fantastica e segreta del primo popolo della foresta che si chiamava “ La cronaca di Akakor “ .
Questo popolo, da tempi immemorabili, era entrato in contatto con un antico “ popolo delle stelle “, gli Schwerta ( Le Spade ) che nel 12000 a.C. circa era sceso sulla Terra per aiutare la specie umana ad uscire dalla barbarie e per aiutarli a sopravvivere ad un enorme cataclisma che si sarebbe verificato certamente sulla Terra nel giro di pochi secoli, cosa che di fatto avvenne.
Questi extraterrestri se ne erano poi andati ma, un giorno, avevano detto, essi sarebbero tornati.
Inoltre, cosa che interessava molto a Brugger, si trovava conferma dalle parole di Tatunca di una segretissima spedizione di 2000 militari SS e personale di intelligence tedesca del servizio di sicurezza SD che, a partire dal 1942 fino al 1945 si erano stabiliti nell’Amazzonia brasiliana e addirittura nella città perduta di Akakor, appunto, per stabilire una quinta colonna segreta nazista in Sud America durante la Guerra Mondiale.
In un primo tempo Brugger, che aveva registrato tutte le interviste su di un nastro magnetico, pensò che tutta questa storia fosse solo una finzione , però cominciò lentamente a fare delle ricerche , ed a credere alla storia.
Su questo terreno fece allora una offerta a Tatunca Nara e cioè di accompagnarlo ad Akakor , la capitale semi-sotterranea di questo popolo indigeno .
Egli voleva vedere tutte queste cose incredibili di cui gli aveva parlato Tatunca e poi lanciare la clamorosa notizia in tutto il mondo .
Tatunca Nara, un fotografo brasiliano ingaggiato per l’occasione, e Karl Brugger lasciarono Manaus alla fine di settembre del 1972.
In un primo momento era stato stabilito di navigare lungo il corso del Rio Purus con un battello fluviale , e poi dirigersi con una canoa con motore fuoribordo verso le sorgenti del Rio Yaco, che si trova sul confine tra Brasile e Perù, tra il Dipartimento brasiliano di Acre e la Madre de Dios peruviana .
Dopo si sarebbero stabiliti dei piani di marcia in foresta in direzione dei primi promontori delle Ande per poter raggiungere la città perduta di Akakor che pertanto dovrebbe essere in Perù, nel Dipartimento Madre de Dios, parzialmente esplorato in una mia spedizione dell’anno 2000 alla ricerca della città perduta del Paititi.
La spedizione di Brugger doveva durare circa 6 settimane .
All’inizio tutto andò bene e si era molto ottimisti, ma solo pochi giorni prima di raggiungere Akakor ci fu un grave incidente: il 13 ottobre 1972 la canoa si rovesciò con la perdita di quasi tutto il materiale della spedizione e Brugger fu costretto a tornare indietro contro il volere di Tatunca che invece voleva proseguire a tutti i costi per tornare dalla sua gente e farli conoscere a Brugger.
E così si divisero, Tatunca verso Akakor , Brugger ed il suo compagno di viaggio di ritorno verso Manaus.
Non si incontrarono mai più.
Nel 1976 Brugger, dopo un periodo di riflessione ed indecisione, si convinse a far pubblicare in Brasile ed in Germania il suo libro sulla “Cronaca di Akakor“, saggio che scatenò un’ondata di polemiche e di discussioni infinite in campo storico, archeologico e di cronaca occulta della Seconda Guerra Mondiale .
Sicuramente qualche terribile segreto doveva per forza essere uscito allo scoperto a causa di quel libro perché Brugger, improvvisamente, venne ucciso a fucilate il 2 gennaio 1984 per strada a Rio de Janeiro , praticamente sulla porta di casa.
Sulla sua morte fino ad ora ci sono state solo supposizioni, compreso un presunto coinvolgimento dello stesso Tatunca in questo omicidio, però mai dimostrato, coinvolgimento cui io personalmente non ho mai creduto.
Ma noi finalmente forse abbiamo trovato infine una risposta plausibile per alcuni di questi misteri.
Secondo alcune informazioni trapelate recentemente dalla Germania Karl Brugger era entrato in contatto con la “Rete dei vecchi Camerati“ , un gruppo influente di supporto per chi era scappato dalla Germania alla fine della Guerra.
Tramite un espediente uno scrittore tedesco, Karl Heinz Zunneck, aveva ricevuto delle valide indicazioni ad Unterlagen, e qui vi aveva trovato una strana connessione con un programma segreto tedesco di ricerca atomica, che già durante la Seconda Guerra Mondiale era stato avviato con un test positivo in Turingia , di cui era stata data una precisa testimonianza da un suo informatore, tale Hans Rittermann.
Tutto questo si poteva mettere in stretta correlazione con un avvenimento accaduto nella zona tra Ohrdruf / Arnstadt e Jonastal, a causa di un gruppo di persone che avevano fatto delle ricerche intensive negli anni ’60 e che avevano lavorato in un impianto segreto di alta tecnologia tedesco.
Uno di questi esperimenti era stato reso segretissimo perché alla fine aveva avuto a che fare con una Energia ancora sconosciuta di valenza aereonautica,così dal dover essere totalmente tolto dalla normale standardizzazione degli esperimenti ( cioè totalmente secretato ) .
Da quello che si sa anche il Ministero degli Affari Segreti della allora DDR ( la famosa Stasi ) era a conoscenza dell’esistenza di questo impianto di ricerca.
Cosa importante inoltre, Rittermann riportava i nomi di alcune delle persone che per le loro private indagini in quest’area di ricerca investigativa avevano trovato tempo dopo una fine violenta, e fra questi nomi vi era anche quello del giornalista Karl Brugger !
Leggiamo una delle sue confidenze prese dal saggio di Zunneck:
“Ci sono alcuni, tra i molti, cui la scienza tedesca non ha fatto niente di buono. Così infatti è successo nel campo delle ricerche segrete dove c’era qualcuno che diceva di avere in mano delle buone informazioni, tanto da dare la propria vita.
Così è successo al dr. Werner Wolf, morto per un incidente a Heidenholz nel 1968, e così il dr. Paul Enke della DDR che ebbe un incidente in località “La Capanna Rossa“ presso Arnstadt, passato poi come un infarto cardiaco, e Karl Brugger ( radio federale tedesca ) assassinato in Sud America, dove proprio in quel periodo era sulle tracce di alcuni ex- camerati in Argentina : lui utilizzava ad Arnstadt il nome fittizio di Bürger “.
Così i risultati delle ricerche di Rittermann mettevano in risalto anche delle prove di veri e propri assassinii verificatisi in Turingia, e da altre dichiarazioni di Rittermann risultavano pure delle nuove scoperte sulla storia di Karl Brugger , e cioè che lui era stato sulle tracce dei membri della “ Rete dei vecchi Camerati “ in Argentina ed in Brasile , in un modo molto serio e convincente, sicuramente troppo.
E così tutto questo era successo perché, proprio nel periodo della morte di Brugger, egli aveva scoperto che certamente nel Mato Grosso ( Brasile ) esisteva un punto di appoggio segreto per le SS fuggite in Sud america.
Come possiamo facilmente arguire, la confluenza di notizie della duplice inchiesta (una palese, l’altra occulta) in corso di Brugger era lampante: da una parte vi era un personaggio misterioso come il capo Tatunca Nara che aveva accennato a Brugger di città perdute sotterranee in Amazzonia e di militari tedeschi giunti dall’Europa che vi si erano nascosti con la fine della Guerra, dall’altro avevamo una coincidenza con la via di fuga dei nazisti verso il Sud America e la lotta per il possesso di una tecnologia segreta energetica utile alla fabbricazione di nuovi apparecchi volanti ( gli UFO ? ).
Insomma c’era materiale sufficiente per precipitarsi in Brasile e cercare con ogni mezzo di mettersi in contatto con Tatunca Nara per cercare di carpire i suoi segreti. Così la troupe televisiva tedesca autrice del Dvd che ho citato andò varie volte ad intervistarlo negli ultimi anni a Barcelos .
Ma al di là di tutto questo Tatunca Nara è una grande guida amazzonica, per quello che abbiamo potuto sapere e giustamente egli cerca di fare i propri affari nel suo campo di lavoro specifico, inoltre non c’è dubbio che lui sia un grande esperto della vita in foresta e di come si dia da fare nel portare in giro alcuni occidentali con molta voglia di avventura.
Ma pur essendo ormai risolto il mistero di dove viva oggigiorno Tatunca Nara, molti altri ne rimangono, e cercheremo appena possibile di darvi altre notizie in merito.
Per esempio: che dire dei tedeschi “irriducibili “ nascosti ad Akakor alla stregua di quegli ultimi giapponesi scovati nelle foreste asiatiche nei primi anni ’70? Tatunca rispose nel suo libro dicendo che, facendo seguito ad una specie di “guerra di confine” tra il Brasile ed il Perù per la delimitazione dei rispettivi dipartimenti nazionali di Acre e di Madre de Dios, essi si dispersero in altre città sotterranee antidiluviane, tra cui Akahim. Questo sarebbe uno dei motivi per cui lui stesso si è spostato da una zona a Sud Ovest del Brasile in un’altra (Barcelos) in posizione decisamente Nord Brasile.
Tatunca sarebbe così sempre un “guardiano“ di un’altra città perduta dei Mogulalas ( Akahim, appunto ), che si trova molto più a Nord di dove lui abita. Proprio da quelle parti (Alto Rio Negro) erano state scoperte da foto aeree del 1979 un’altra serie di misteriose piramidi coperte dalla vegetazione – come quelle di Paratoari/Pantiacolla in Perù – delle quali si era occupato per un breve tempo anche Erik von Daniken. L’esploratore americano John Reed tentò di raggiungerle senza successo, accompagnato per un tratto dallo stesso Tatunca, ma poi scomparve misteriosamente. La stessa sorte toccò alla tedesca Christine Heuser ed allo svizzero Herbert Wanners negli anni ’80. In queste sparizioni Tatunca Nara non ha nessuna responsabilità, piuttosto si ritiene che dietro tutti questi misteri amazzonici ci siano ben altri interessi, di natura tecnologica, archeologica e politica, che qualcuno vuole difendere a tutti i costi.

Bibliografia di Base
Wolfgang Brög- Das Geheimnis des Tatunca Nara – DVD , Sam Production , Germania, 2005.
Karl Brugger – Cronaca di Akakor-, Mediterranee , Roma, 1996.
Marco Zagni- L’Impero Amazzonico-, MIR , Firenze 2002.
Karl Heinz Zunneck & Heiner Gehring- Flugscheiben über Neuschwabenland -, Kopp Verlag, Germania, 2005.
Wolfgang Siebenhaar- Die Wahrheit über die Chronik von Akakor – Kopp Verlag, Germania, 2005.

domenica 30 gennaio 2011

GEOMANTICA-GEOPOLITICA

MISTICA GEOMANTICA.

Caro lettore del web,
Molto velocemente ti faccio un piccolo elenco di località mondiali che si ritengono interessanti da un punto di vista mistico-geomantico-politico.

Da Ovest a Est:
In Centro America: Teotihuacan, alla Piramide del Sole ( Strane manifestazioni elettromagnetiche sulla sommità della Piramide, anche se non sempre ).
In Sud America :
Ollantaytambo: centro pre-incaico molto strano con Megaliti giganti. Fu scattata la famosa foto del “sacro volto di Apu-Tunupa“ in copertina del saggio di Marco Zagni “l’Impero Amazzonico“ (MIR, Firenze, 2002).
La Muraglia di Sacsahuaman fuori Cusco: un mistero archeologico fuori dal tempo.
Tiahuanaco: secondo chi scrive e molti altri (come l’esploratore Edmund Kiss ), antichissima e da collegarsi al ciclo cosmico delle età della Terra per via delle teorie catastrofiche come la Wel di Hoerbiger. Esiste anche una foto di un altro volto gigantesco che Kiss scoprì presso la Cordigliera Reale, vicino a La Paz. La posizione del “volto“ al momento è perduta. Si sta cercando di ritrovarlo, quanto meno geograficamente.
In Europa:
Il percorso mistico di Santiago de Compostela, oggi percorso cristiano derivante dagli antichi spostamenti dei Celtiberici.
Stonehenge nel Sud Inglese.
Externsteine, Germania centrale, che è già stato analizzato.
Goslar nell’Harz, Germania, secondo Wiligut, località di migrazione ario-Atlantide precedente addirittura le Externsteine.
In Italia, la Spada nella roccia di San Galgano.

Africa: Le piramidi di Giza.
La Mauritania: dove cadde la Luna-Meteorite , cercata da Kiss ,che sconvolse la Terra, secondo le Teorie di Hoebiger – Kiss, sbagliando, pensava fosse caduta in Africa Orientale.
La “Dama del Mali“ in Africa Occidentale, scoperta dal nostro Geologo, ora scomparso, Angelo Pitoni. Si tratta di una gigantesca donna stilizzata su una montagna.

Asia: Il Caucaso, con Il monte Elbrus ed il monte Ararat – zone sacre tra le aree più antiche del mondo per la nostra civiltà.
In Cina: Xian, località dove risiede il tumulo piramidale di Shi (o Xi ) Huang Di, il primo imperatore. In Cina ci sono più di 600 piramidi ma il governo cinese impedisce a chiunque gli scavi archeologici, compresa la piramide di Xian.
Moenjio Daro, nella valle dell’Indo.
Angkor in Cambogia, piena di messaggi esoterico-astronomico-precessionali.
In Giappone, il monte Fuji-Ama.

Appendice Geo-politica.
Karl Haushofer indicò le linee guida geomantico – politiche per la salvaguardia dell’Occidente dalla futura espansione Asiatica e per una ipotesi di dominio tedesco a Est. Direzione Est-Sud Est.
Ora gli Americani, l’unica Superpotenza occidentale rimasta, anche se molto in crisi, puntano all’Asia per arginare la Cina, conoscendo benissimo le idee di Haushofer. Primo passo: controllo delle vie di rifornimento degli Oleodotti per i mercati emergenti e tra poco dominanti, come l’Indiano e il Cinese.
Ma entro 10 anni la Cina diverrà troppo potente, ha un costo di mano d’opera bassissimo mentre la qualità dei prodotti –all’inizio copiati dall’Occidente – migliorano sempre più. Quando la Cina riuscirà a produrre un’automobile media ad un quarto dei nostri prezzi attuali, e quindi sarà minata alla radice il nostro sistema mondiale economico e di mercato, non si esiterà a ricondurla alla ragione con ogni mezzo, anche distruttivo, pur se indirettamente ( guerra in Medio Oriente contro l’Iran ). Il problema di Taiwan forse sarà il casus-belli.
Il futuro è un Occidente che, minacciato, non esiterà a trasformare la “democrazia”, purtroppo, in una sorta di autoritarismo-paternalista, per paura dell’esterno. Il caso dell’Unione Europea, forma di governo-globale, strisciante per tutta l’Europa, sembra un esempio molto calzante.
Illuminante la parodia del libro di fantascienza: “Starship troopers“, di Heinlein, la cui versione cinematografica (1997), inquietante, ebbe la supervisione occulta della regista Leni Rifenstahl.

lunedì 17 gennaio 2011

MINORCA ARCHEOLOGICA

MINORCA ARCHEOLOGICA, GIOIELLO DELLE BALEARI.

Nel caso aveste bisogno di conferme del fatto che la cultura “ Megalitica “, sia stata una grande civiltà preistorica europea ( e non solo ), vi consigliamo caldamente di recarvi nell’Isola di Minorca , affittarvi un’automobile e, cartina alla mano, visitare per conto vostro in santa pace i più bei siti archeologici indicati.
E’ esattamente quello che abbiamo fatto noi recentemente tra un bagno e l’altro, ed il risultato è stato di molto superiore alle nostre aspettative.
In effetti ancora oggi il turismo di Minorca è ancora al 90 % di tipo balneare estivo anche se, fortunatamente, più tranquillo e familiare rispetto ad altre isole come Ibiza o Maiorca.
Pertanto ,come infatti ci è capitato, molto spesso i turisti di Minorca non sono nemmeno a conoscenza di questo aspetto culturale dell’Isola . Eccoci qui a colmare questa lacuna.
A partire dagli anni ‘70 gli archeologi spagnoli hanno iniziato sistematicamente a riportare alla luce le vestigia archeologiche dell’isola, arrivando ben presto alla felice conclusione che l’isola vantava una quantità sbalorditiva di strutture di pietra dell’età del bronzo, e non sono molto lontani dalla verità coloro che hanno descritto l’isola come un immenso museo all’aperto. Si stima che a Minorca vi siano qualcosa come 1300 siti megalitici di varia natura : se considerate che l’isola ( circa 45 km. di lunghezza per 15 di larghezza ) copre una superficie di 700 km. quadrati, vi renderete subito conto della ricchezza del patrimonio storico culturale in essa contenuto. Le dimensioni tutto sommato contenute dell’isola e l’acquisto di una valida “ Mappa archeologica di Minorca “ che troverete in loco vi faciliteranno senz’altro nell’individuazione dei siti più interessanti da visitare.
Ma siamo qui anche noi ad “ aiutarvi “.
Sembra ormai senz’altro confermata un’affinità culturale (anzi una vera e propria parentela) tra tutte queste popolazioni megalitiche europee/mediterranee pre-celtiche, anche se , dopo aver ribadito questo concetto , in realtà tutto il mondo archeologico rimane per così dire ai blocchi di partenza, perchè il nocciolo della questione rimane LA VERA ORIGINE della civiltà megalitica europea . Per ora si possono fare solo delle ipotesi però, nel mare delle congetture, personalmente abbracciamo la teoria del valido scienziato ormai scomparso, Vittorio Castellani, il quale vedeva senz’altro un’origine Atlantico-Mare del Nord/baltica post glaciale della civiltà megalitica europea, sempre e continuamente incalzata e minacciata dall’oceano crescente, a causa delle ultime fasi dello scioglimento delle masse glaciali polari ( 1 ).
Scendendo verso Sud e verso Est, come in una manovra a tenaglia queste popolazioni o presero quella che verrà poi chiamata “ La Via dell’Ambra “ ( 2 ) attraverso il centro Europa fino all’Italia, ai Balcani, a Malta o percorsero una via Iberica -nord Africana con l’occupazione delle Isole del Mediterraneo -Sardegna e Baleari. Sono quelli che saranno chiamati poi i POPOLI DEL MARE dagli Egiziani, proprio quelli che il Grande Faraone Ramsete III sconfiggerà senza pietà nel 13o secolo avanti Cristo.
Nel nostro caso specifico risulta senz’altro evidente, per esempio, un’affinità culturale tra gli abitanti megalitici di Minorca ( e Maiorca ) con le popolazioni nuragiche della Sardegna. Ma vediamo di esporre le nostre considerazioni in modo ordinato.
Rispetto ad altre località come Malta, per esempio , le Baleari furono popolate in un periodo più tardo dalle popolazioni della pietra europee: i fondali di queste isole sono abbastanza profondi e non ci fu mai un collegamento terrestre con la penisola iberica durante l’ultima glaciazione Wurmiana e il conseguente abbassamento del livello del Mediterraneo. A differenza di Malta ,pertanto, le Baleari , poterono essere popolate solo per via di mare, in epoca più recente , alla fine del IV millennio avanti Cristo. Mille anni dopo, nel 2000 A.C. ecco fiorire la civiltà megalitica di Minorca e Maiorca , la cultura PRE-TALAYOTICA e TALAYOTICA ( a partire dal 1500 A.C. ). Come si chiamassero veramente queste popolazioni non lo sappiamo , perchè il termine “ Talayot “ deriva da una tarda terminologia ispanico/araba e precisamente dalla parola “ ATALAYA “ , che significa “ Torre di vedetta-sentinella “.
Infatti sono stati denominati TALAYOTS i primi monumenti là eretti , enormi torrioni circolari molto simili ai Nuraghi sardi, il cui scopo sembra proprio essere stato quello di bastioni a difesa per vigilare gli spazi circostanti e le coste ( vedi foto ). Fortunatamente negli ultimi tempi sono intervenute le autorità minorchine in modo energico a difesa di questi “ poblats “ ( villaggi ) megalitici perchè la popolazione agricola dell’isola , con la sua mania di edificare muretti di pietra , le “ Tanques “,per delimitare le proprietà ( 15000 chilometri di muretti per tutta l’isola, una sorta di “ mal della pietra “ ! ) , non esitava a servirsi delle vestigia archeologiche a mo’ di cave da costruzione. E’ una storia questa che abbiamo già sentito varie volte nel corso dello studio delle civiltà: anche il Colosseo di Roma e le Piramidi di Giza non furono risparmiati da questa “consuetudine”.
Ad ogni buon conto, anche se ,sparse nel paesaggio agreste, Minorca possiede pure delle tracce Romane, Paleocristiane ed Arabe, i reperti più significativi sono questi piccoli villaggi megalitici chiamati appunto POBLATS, all’interno dei quali si possono ammirare non solo i già descritti Talayots del diametro di 20-30 metri ma anche uno spazio sacro chiamato TAULA, assolutamente unico nel suo genere. Si tratta infatti di classici cerchi di pietre megalitiche che però vennero posti intorno ad uno strano quanto bizzarro monumento a forma di T, la Taula vera e propria.
Si tratta in pratica di un lastrone squadrato orizzontale posto in equilibrio sulla sommità di una grande pietra verticale ( Menhir ) piantata nel terreno. E’ possibile paragonarla ad un Dolmen, però con una sola grande pietra di sostegno . Grandi Taulas, alte fino a 4-5 metri raggiungono il peso complessivo di 30 tonnellate. Imponente è la TAULA DI TORRALBA, situata nell’omonimo poblat ( Torralba - 1000 A.C. ). E’ sicuramente uno dei siti megalitici meglio conservati e più visitati.
Sulle finalità della Taula gli archeologi non si sono ancora pronunciati definitivamente : paragonata alla TAU sacra indiana , all’ “ YRMINSUL “ nordico o , più semplicemente ad una rappresentazione stilizzata del dio Toro ( ma “Toro“ a Minorca significa anche “montagna“ - “El Toro“ è la collina più elevata dell’isola , 357 metri s.l.m.) , semplicemente non è chiaro se fosse un’altare per sacrifici, o per bruciare i defunti o fosse un simbolo legato a culti astrali ed eliolatrici. L’ipotesi che fossero invece supporti per tetti non trova più conferme tra gli esperti ed è stata abbandonata del tutto.
L’Archeoastronomia si sta piuttosto dedicando con impegno in questi anni per capire se effettivamente anche le Taulas possono essere comprese nel più ampio fenomeno degli allineamenti astronomici.
Altra tipica particolarità costruttiva megalitica dei primitivi abitanti dell’isola sono le NAVETAS, costruzioni in pietra così chiamate per la singolare forma di barca rovesciata.
A Minorca ne sono presenti una ventina , anche se la meglio conservata e la più visitata dai turisti è senz’altro la NAVETA DE TUDONS ( 1400 A.C. ). Le funzioni delle navetas erano quelle di tombe collettive ma furono anche usate come abitazioni, e rimane sempre la leggenda legata al fatto che i primi abitanti dell’isola copiarono in pietra la forma delle barche rovesciate che avevano utilizzato come primo riparo di emergenza.
Le Navetas hanno in genere un’entrata frontale ,anche se di modeste dimensioni, e sono visitabili all’interno.
In generale gli insediamenti megalitici dell’isola si trovano principalmente nella zona Sud /Sud Est , chiamata “ MIGJORN “, perchè è la parte più abitabile e più riparata dai venti, contrariamente alla zona Nord , chiamata “TRAMONTANA“ per ovvi motivi. Però importanti caverne trogloditiche preistoriche ( chiamate COVAS ) si trovano anche a Nord , nella località chiamata CALA MORELL . A sud è necessario visitare anche CALAS COVES , una vera e propria necropoli dell’età del ferro con più di 40 grotte.
Nelle sue vicinanze , altre grotte preistoriche a strapiombo sul mare sono state trasformate nel locale notturno più famoso dell’isola , la discoteca COVA D’EN XOROI (dal nome di un pirata arabo che si era rifugiato là ), una vera e propria attrazione locale, per unire in uno strano ma simpatico abbraccio, preistoria e divertimento.
Altre località megalitiche da noi visitate durante il nostro tour, e che vi consigliamo caldamente sono state : TALATI DE DALT, TORELLO ( talayot e basilica paleocristiana), TORRE D’EN GAUMES ( foto ) e TORRETRENCADA. Un paio di settimane sono sufficienti per passare sia delle belle vacanze estive balneari che per visitare le località archeologiche di maggior interesse di cui vi abbiamo portato a conoscenza.
In conclusione, per una maggiore completezza di informazioni , riportiamo che a partire dal Primo millennio avanti Cristo, per la sua posizione strategica posta nel mezzo del Mediterraneo, Minorca passò da una dominazione all’altra: Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani. Una leggenda dice che Annibale Barca nacque a Minorca e senza dubbio una parte importante dell’esercito Cartaginese era formata da nativi talaiotici di Minorca (i Frombolieri delle Baleari). I Romani conquistarono l’isola nel 123 avanti Cristo - per opera delle gesta di Quinto Cecilio Metello “Balearicus”- e la persero nell’anno 187 della nostra era sotto l’attacco del Vandalo Genserico.
Poi gli Arabi, gli Spagnoli, gli Inglesi ( con una breve parentesi francese di soli 8 anni di dominio, dal 1756 al 1763, ma che fu sufficiente per rubare ai minorchini la ricetta della salsa gastronomica più preziosa , la MAIONESE - la salsa della città di Mahon , la capitale di Minorca ), per poi tornare alla corona di Spagna definitivamente nel 1802.
La Guerra Civile Spagnola vide Minorca come uno degli ultimi fieri punti di resistenza contro le truppe del generale Franco il quale , per vendicarsi , escluse l’isola per quasi 40 anni da qualsiasi tipo di aiuto statale e di fondi per lo sviluppo del turismo. In un certo senso , dal punto di vista ecologico, fu la salvezza dell’isola , ora entrata di diritto a far parte della lista delle località denominate “ Patrimonio dell’Umanità “.

NOTE

( 1 ) Vedi il libro di Vittorio Castellani: “ Quando il mare sommerse l’Europa” , Ananke ed. , Torino,1999.
( 2 ) Vedi il libro di Geoffry Bibby : “4000 anni fa “, Einaudi ed. , Torino, 1966.