venerdì 17 dicembre 2010

Ammissione di responsabili giapponesi sugli UFO

dal "Corriere" del 20 dicembre 2007:

TOKIO – Il capo di Stato maggiore delle Forze di autodifesa giapponesi, il ministro Shigeru Ishiba, ha affermato che il Giappone deve prepararsi preventivamente ad un possibile attacco da parte degli alieni. E non è il solo a pensarla così. Capita di rado, o quasi mai, che un responsabile governativo si sbilanci ufficialmente, quando viene sollecitato sull'argomento dell'esistenza di oggetti non identificati, gli Ufo Per questo hanno suscitato grande curiosità e sbigottimento in questi giorni a Tokio e in tutto il Giappone le dichiarazioni di importanti esponenti politici.

RISPOSTE STEREOTIPATE - Il primo ad esporsi pubblicamente è stato il capo di gabinetto nipponico, Nobutaka Machimura, martedì scorso durante una conferenza stampa. Alle domande insistenti dei giornalisti sui recenti avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli del Sol Levante il ministro ha ammesso, senza giri di parole, che «il governo può solo offrire risposte stereotipate a questa domanda – ma personalmente, credo definitivamente che gli Ufo esistano». «Non dovrei aggiungere altro, ma vorrei veramente che queste domande venissero poste con più frequenza», ha detto.

GODZILLA - Come scrive il quotidiano Kyodo News sulla sua pagina online, quest'oggi è stato invece il turno di un secondo ministro, quello alla Difesa, Shigeru Ishiba. «Non c'è nessun motivo per negare ulteriormente che oggetti non identificati (Ufo) esistono, e che questi vengono controllati da un'altra forma di vita», ha detto ai reporter, specificando tuttavia che si tratta di un'esternazione a titolo personale. «Verificherò se l'esercito del Giappone sia in grado di affrontare un attacco alieno - del resto, anche nei film di Godzilla sono di fatto le truppe giapponesi ad entrare in azione», ha affermato Ishiba. «Non si capisce come mai», ha poi aggiunto, «la nostra legislazione non dispone ancora di alcuna direttiva nel caso di un'invasione extraterrestre». Pure in questo caso il politico ha voluto sottolineare che quella espressa era solo un'opinione personale.

ATTACCO - Con la sua Costituzione estremamente pacifista, il Giappone rinuncia ad avere delle forze armate predisposte per una guerra, e si vieta ogni partecipazione militare a conflitti internazionali. Dalla fine della seconda guerra mondiale Tokyo ha avuto solo una Forza di Autodifesa.

lunedì 16 agosto 2010

La Città di Z di Fawcett - ( LOST CITY OF Z ).

Z :la città perduta e il Colonnello Fawcett - ( LOST CITY OF Z ).

Tutti gli appassionati di Archeologia misteriosa, o di frontiera, non hanno dubbi: il " colonnello" Fawcett e' stato l'unico vero Indiana Jones del XX secolo, l' ESPLORATORE per eccellenza, la quintessenza dell'AVVENTURA (1).
Questo scritto non vuole essere comunque un'esposizione dettagliata della vita di Fawcett, dato che esistono ben altri libri sull' argomento. Tanto meno ha l'intento di esasperare la sua biografia con interpretazioni esoteriche o mistiche circa lo scopo dei suoi viaggi .Importante è invece inquadrare in modo chiaro l'essenza delle sue teorie - che in parte abbiamo fatto nostre - cercando anche di comprendere il motivo per cui questo personaggio , oggi leggendario, rischio' a tal punto nelle sue spedizioni fino a scomparire per sempre nelle foreste del Brasile nel 1925. E ancora oggi nessuno conosce , in realta' , quale fu il suo destino, anche se il suo pro-nipote Timothy Paterson ritiene di saperlo (vedi l'intervista in appendice a fine capitolo).
E' necessario quindi estrapolare dalla vita di Fawcett il suo lato piu' concreto , e utile per noi. Per esempio, già nel 1893 Percy Harrison Fawcett, (1867-1925 ?) allora giovane ufficiale dell'Esercito Britannico di stanza a Ceylon, si distingueva per la sua spiccata passione per l'archeologia ed i misteri del passato. Appena ne aveva la possibilità si inoltrava anche per svariati giorni nelle foreste dell'isola in cerca di antiche rovine.
Un giorno, dopo un violento temporale, scopri' una grande roccia ricoperta di iscrizioni molto antiche. Volendo investigare di piu', gli fu riferito in seguito che tali iscrizioni dovevano essere assai simili all'antico alfabeto Sansar, la lingua del continente perduto di MU ( o Rutas ) (2).
Per il giovane Fawcett fu come una rivelazione : da quel giorno in avanti avrebbe dedicato la sua vita alla ricerca dei Continenti Perduti, l'Atlantide in primis.
Per non far sorridere i lettori scettici, diciamo subito che l'esistenza di un antico continente, ora sommerso, che collegava il Sud dell'India, Ceylon fino al Madagascar e' stata recentemente dimostrata senza ombra di dubbio (3). Quindi, per inciso, gli studi di James Churchward su Mu (4), che sono del primo Novecento , non erano proprio cosi' assurdi come si crede oggigiorno. Lo studioso Graham Hancock si e' recato a visitare proprio alcune isole del Sud Est asiatico e del Pacifico gia' citate da Churchward (5).
Tornando alla vita di Fawcett egli, dopo essersi sposato, a partire dal 1901 fu trasferito in varie localita' dell'Impero Britannico: Africa Settentrionale, Malta, Hong Kong. Intanto, durante l'esperienza militare, andava maturando negli studi che trovava piu' interessanti per la sua professione : la Topografia.
Nel 1906, inaspettatamente, mentre si trovava di stanza in Irlanda, fu richiamato a Londra . il Presidente della Royal Geographical Society, di cui Fawcett stesso era membro, voleva affidargli un importante incarico : per conto del Governo Boliviano avrebbe dovuto rilevare e delimitare ampie zone di confine tra la Bolivia , il Peru' ed il Brasile. Fawcett accetto' e da allora per lui inizio' la piu' stupefacente avventura della sua carriera di esploratore che si concluse solo a seguito della sua misteriosa e leggendaria scomparsa durante la sua ultima spedizione del 1925. Da allora la sua vita fu un susseguirsi di esplorazioni che lo portarono a viaggiare per buona parte del Sud America, mosso dall'inarrestabile desiderio di riuscire in una impresa incredibile: scoprire e pertanto dimostrare la reale esistenza di quello che considerava i resti delle antiche Colonie di Atlantide in Sud America. Sin dal 1908,infatti, mentre svolgeva il suo lavoro di rilevamento topografico , si era convinto che tutte le civilta' precolombiane conosciute dovevano aver avuto, per forza di cose, una fase preistorica comune derivata dall'esistenza di una civilta' antichissima sconosciuta, le cui grandi citta' perdute dovevano sicuramente giacere semisepolte nel cuore dell' Amazzonia.
Ma quali erano gli indizi su cui Fawcett si basava per avallare queste teorie ? Vediamo di analizzarli. In primo luogo , particolare validissimo anche oggigiorno, aveva saputo con certezza dell'esistenza di antiche iscrizioni, petroglifi e disegni molto simili presenti in caverne o su rocce sparsi un po' in tutto il Sud America : Venezuela , Equador , Peru' e Brasile. Sappiamo bene, per esempio , che queste misteriose iscrizioni, non ancora decifrate, vengono scoperte e studiate ancora oggi tra mille polemiche , scatenate soprattutto dalle ipotesi contrastanti che gli scienziati forniscono a riguardo della loro datazione. Pertanto non c'e' alcun dubbio nel riconoscere che Fawcett, riguardo il problema dei petroglifi, aveva visto giusto nel considerarli di estrema importanza.
Ma c'erano ben altri elementi sui quali il Colonnello si basava per dare maggiore consistenza alle sue deduzioni archeologiche.
Infatti, da informazioni raccolte nelle sue prime spedizioni, cosi' Fawcett scriveva nel 1911: " Tutte le tribu' indie piu' evolute hanno ereditato tradizioni da una grande civilta' ancora piu' remota, ossia da una razza forse progenitrice degli Incas, e perfino del popolo misterioso che lascio' i resti giganteschi trovati dagli invasori incaici che successivamente li incorporarono nelle loro costruzioni...l'enigma dell'antico Sud America e forse del mondo preistorico potra' essere risolto solo quando queste antiche citta' saranno state scoperte e scavate scientificamente" .
Per quanto riguarda questo punto in particolare, oggi sappiamo bene che tali leggende e tradizioni esistono di sicuro: il problema e' che queste citta' amazzoniche non sono state ancora trovate. Lo sviluppo della fotografia satellitare della superficie terrestre ha dato un aiuto in piu' ma , francamente, bisogna ricordare che ampie zone amazzoniche sono perennemente coperte da nubi pertanto , l'unica maniera e' recarsi personalmente nei luoghi di maggior interesse . Leggendo in questo blog la relazione della mia spedizione dell'agosto 2000 ( " Paititi 2000 " ) il lettore si renderà senz'altro conto di come , anche oggi , la foresta cede ben difficilmente i suoi tesori.
Tornando alle fonti indiziarie di Percy Fawcett e' giusto riconoscere comunque che cio' che piu' lo convinse circa l'esistenza di una o piu' antiche citta' semisepolte all'interno della distesa amazzonica fu la lettura del famoso Manoscritto n. 512, conservato nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro ancora oggi, concernente la descrizione di una fortuita scoperta, ad opera di avventurieri portoghesi ( Bandeirantes ), di una ciclopica citta' perduta , avvenuta nell'anno 1753 in Brasile e mai piu' ritrovata. Il documento e la descrizione particolareggiata della citta' sono considerati sicuramenti autentici dagli esperti anche oggi.
Rimane incredibile come siano passati 250 anni da quel ritrovamento senza che nessun altro esploratore si sia piu' imbattuto in questa citta' fantasma : Fawcett era sicuro che si trattasse della capitale dell'Impero Amazzonico e, per motivi di praticita' descrittiva la denomino' la "Misteriosa Zeta" o Città perduta di Z ( Zeta )- (Lost city of Z) (6).
Non vi e' alcun dubbio nel definire questo manoscritto e la sua descrizione veramente impressionanti, sia per quanto riguarda la visione della citta' che vi viene fornita , sia per quanto riguarda particolari sulle tecniche di utilizzo della pietra ( Basalto Nero in gran parte ) nell'architettura monolitica, che ricordano molto da vicino descrizioni di citta' precolombiane oggi note , ma sconosciute allora.
Altro indizio, che per Fawcett era di estrema importanza,fu la famosa statuetta di basalto nero, alta 25 centimetri, rappresentante un gran sacerdote o iniziato, che gli fu donata dallo scrittore Sir Henry Rider Haggard ( 1856-1925 ), autore , tra l'altro del celeberrimo libro Le miniere di Re Salomone. Percy Fawcett era convinto che questa statuetta fosse originaria da una delle misteriose città amazzoniche e rappresentasse un sacerdote di questa antica civilta', colonia " americana " del mitico regno di Atlantide (7).
Si puo' vedere una riproduzione della statuetta su molte pubblicazioni (vedi “L’Impero Amazzonico”): l'originale scomparve con Fawcett stesso , il quale se la porto' con se' nella sua spedizione del 1925. Il suo pronipote Timothy Paterson, ne possedeva una copia ( vedi l’intervista a Paterson in questo Blog ).
In ogni caso, se Fawcett considerava la statuetta come un punto a favore per le sue teorie, molti studiosi , in seguito , hanno manifestato seri dubbi o sulla sua autenticita' o sul fatto che provenisse dal Sud America: in effetti osservando bene le riproduzioni a disegno si ha l'impressione che l'oggetto provenga da qualche antica civilta' mediterranea piuttosto che pre-colombiana.
Lo studioso Mario Pincherle sosteneva di essere riuscito a decifrarne i caratteri scolpiti: sono gli antichi caratteri di Atlantide e quel sacerdote rappresenta una sorta di Noe' biblico scampato al Diluvio Universale ( cioe' la fine dell'Ultima epoca glaciale ). Sono naturalmente solo le opinioni di uno studioso : quando Fawcett porto' a far vedere la statuetta al British Museum di Londra gli esperti non osarono pronunciarsi e gli dissero semplicemente : "Se non e' una falsificazione , supera completamente tutta la nostra esperienza ". Ma il colonnello era convinto che non si trattasse di un falso perche' aveva visto ben 14 dei 22 caratteri contenuti riprodotti anche su parti di antiche ceramiche brasiliane.
A partire dal 1914 il Fawcett esploratore in Sud America dovette per forza di cose cedere il passo al Fawcett ufficiale di Artiglieria in Europa durante la terribile Prima Guerra Mondiale. Si comporto' molto bene e dopo la fine della guerra nel 1919, a 52 anni, decise di lasciare definitivamente il servizio militare attivo per dedicarsi completamente alla ricerca della citta' di " ZETA " in Brasile. Raccogliendo informazioni e voci durante i suoi primi viaggi , riguardanti citta' perdute nella foresta, addirittura collegate da canali sotterranei e da passaggi segreti, dedusse che ZETA , l'antica capitale del regno amazzonico, si sarebbe potuta trovare solo seguendo il Rio Xingu, nel Mato Grosso brasiliano.
Tornato in Brasile, Fawcett compì altre due spedizioni sia nel 1920 che nell'anno successivo, viaggi utili e preliminari per cercare di restringere il campo di ricerca della presunta posizione della città di Zeta, la quale , più precisamente , avrebbe dovuto trovarsi tra il Rio Xingu ed il Rio Araguaia, all'altezza della Sierra del Roncador, in pieno Mato Grosso. Pensava oramai di avere individuato la zona con un certo margine di sicurezza, ma dovette aspettare fino al 1924 prima di convincere del tutto la Royal Geographical Society di Londra a concedergli il pieno appoggio per quella che considerava la spedizione definitiva.
E così nel febbraio 1925 iniziò l'ultima avventura del Colonnello : con lui vi erano il suo figlio primogenito Jack, di 22 anni, ed un ex compagno di scuola amico di questi, Raleigh Rimell.
Raggiunta Cuiaba ( Mato Grosso ) all'inizio di marzo, vi rimasero circa un mese per gli ultimi preparativi prima di effettuare l'ultimo decisivo sforzo . La partenza fu stabilita il 20 aprile.
Durante la spedizione Fawcett scrisse alcune lettere alla moglie Nina, che venivano affidate man mano ad aiutanti indigeni in modo che facessero da corrieri. L'ultima lettera di cui siamo a conoscenza datata 29 maggio: da allora Percy e Jack Fawcett con Raleigh Rimell scomparvero .
In sintesi questo tutto quello che si conosce con certezza. Negli anni successivi furono organizzate varie spedizioni per cercare di sapere quale fosse stato il destino del Colonnello Fawcett e del suo gruppo : si disse che era ancora vivo e tenuto prigioniero da tribù indigene bellicose, si sostenne al contrario che fosse stato ucciso con gli altri compagni. In realtà , ancora oggi non sappiamo cosa avvenne dopo la data della sua ultima lettera, nonostante tutte le più contrastanti e contraddittorie voci relative alla sua fine.
Ci interessa inoltre ricordare che anche tempo fa, nel 1996, una spedizione diretta dall'americano James Lynch tentò di risolvere definitivamente il mistero della fine di Fawcett ma anche questo tentativo fallì : un'ottantina di indios attaccarono la spedizione Lynch con armi da fuoco depredando gran parte del materiale e del cibo e obbligando tutti i partecipanti a tornare da dove erano venuti.
Questo episodio è sufficente per farci capire da un lato come sia sempre vivo il ricordo del Colonnello leggendario ma ,d'altra parte, la dice lunga sul come sia pericoloso ancora oggi realizzare spedizioni esplorative in determinate regioni del mondo.
E' giunto ora il momento di tentare di fare un obiettivo bilancio della vita e degli sforzi di Fawcett volti a risolvere i misteri del Sud America in una ottica attuale e rivolta al futuro.
Prima di tutto : abbiamo pensato di lui come a un vero e proprio “precursore”. Bisogna riconoscere che Fawcett, possa piacere o no , ha dato il via ad un processo di modificazione nell'ottica di studio storico di questo continente. Ha avuto il coraggio di sostenere un'idea che, per citare il famoso libro “Il Mattino dei Maghi” (8), si può sì , per eccesso , sconfinare in studi di " realismo fantastico " o esoterici e quindi non dimostrabili scientificamente ( come sostengono i suoi detrattori ), ma noi non pensiamo che sia questo il punto.
Noi pensiamo che a Fawcett vada il merito di avere gettato le basi di una nuova teoria utile a risolvere i misteri dell'archeologia del Sud America: egli non diede mai per certa l'eguaglianza Impero Amazzonico = Colonia di Atlantide. Certo avrebbe preferito che fosse così, ma se non altro era sicuro che una volta trovata Zeta, la scienza avrebbe stabilito la vera origine della città.
Quindi un certo spirito empirico di ricerca l'ha sempre mantenuto. Quello che si può dire ora , mantenendo la validità della sua teoria di base e cioè che un'antica civiltà sconosciuta è realmente esistita in Sud America, è che un terreno utile di ricerca sono anche le imponenti Ande, non solo il territorio amazzonico, a nostro modo di pensare. Macchu Picchu è stata scoperta a 2400 metri di altitudine, per fare solo un paragone : la visione di Fawcett dal punto di vista geografico era probabilmente un poco riduttiva.
In ogni caso , certamente contrastò con forza il parallelo Sud America = Atlantide, ipotesi tornata in auge anche di recente (9). Questa antica civiltà dell'ultima epoca glaciale fu probabilmente una civiltà marinara con varie importanti colonie sparse in tutto il mondo: è molto difficile pertanto sostenere che fosse presente solo in questo o in quel continente.
In conclusione l'obiettivo di Fawcett non fu ritrovare l'Atlantide ma la civiltà più antica del Sud America e su questo punto noi esploratori del Sud America seguiamo il suo esempio, rendendo perpetuo il ricordo di un uomo veramente eccezionale.

Articolo tratto da “L’IMPERO AMAZZONICO”, di Marco Zagni, MIR edizioni, Firenze 2002
NOTE.

1) Vedi lo scritto di suo pronipote Timothy Paterson, Il tempio di Ibez , Società Teurgica Italia -Brasile, 1984.
2) Vedi di David Childress, Vimana aircraft of ancient India & Atlantis,Adventures Unlimited, 1991.
3) Mi riferisco alle recenti ricerche della US National Sciences Foundation, che per mezzo della nave Joides Resolution ha scoperto i resti di un antico continente sprofondato negli abissi dell'Oceano Indiano.
4) Vedi di James Churchward, Mu il continente perduto, SugarCo ,Milano,1978.
5) Mi riferisco alle rovine di Nan Madol sull'isola di Ponape , nel Pacifico.

6) Vedi il libro di Percy Fawcett Operazione Fawcett, Bompiani, Milano, 1953, Secondo alcuni studiosi il vero nome della città Zeta sarebbe MATALIR.
7) Vedi di Mario Pincherle, Il mistero di El Dorado , Ed. Filelfo , Ancona ,1987.
8) L. Pauwels , J.Bergier, Il mattino dei maghi , Mondadori, Milano, 1963.
9) Vedi di J.M.Allen, Atlantide l'ultima verità , Sperling & Kupfer ,Milano, 1998.

giovedì 22 aprile 2010

"H.P. LOVECRAFT"

I MITI DI CTHULHU: LOVECRAFT TRA ARCHEOLOGIA MISTERIOSA E REALISMO FANTASTICO.

Il 16 luglio 1906, all’età di 16 anni, lo scrittore americano Howard Phillips Lovecraft -morto nel 1937 a 46 anni -scriveva una lunga lettera alla rivista Scientific American nella quale , in sostanza , sulla base delle sue profonde conoscenze astronomiche congetturava l’esistenza di un altro pianeta oltre l’orbita di Nettuno . Lovecraft aveva così previsto con quasi 25 anni di anticipo la scoperta del pianeta più lontano ( anche se si parla oggigiorno di un ulteriore “ Pianeta X “ ) del nostro Sistema Solare: Plutone -scoperto nel 1930 ( 1 ). La lettera fu pubblicata poi sulla stessa rivista il mese successivo.
Ho deciso di esordire con questo episodio in questo mio articolo perché esso rappresenta solo uno dei numerosi esempi che porterò a sostegno di una tesi che vedrà il personaggio HP Lovecraft , o più semplicemente HPL, non più nella comune immagine di scrittore “ solitario di Providence “, la sua città natale, quanto nella a mio parere molto più calzante veste di “veggente “, o meglio di incredibile precursore dell’attuale e alternativo nuovo modo di ripensare l’Origine e la Storia della Terra e dell’Uomo, che piano piano sta prendendo sempre più piede nella vita quotidiana delle attuali generazioni di studiosi di frontiera, ben oltre la ristretta cerchia dei collaboratori e lettori di riviste specifiche.
Molti di voi avranno saputo di Lovecraft, come il sottoscritto fino a poco tempo fa, come di un grandissimo delle letteratura del orrore della prima meta del ‘900, definito infatti dai critici come un vero e proprio “ Copernico dell’Horror “, e già questo sarebbe sufficiente a porlo tra i grandi di questo genere dell’occulto , secondo ( forse ) solo ad Edgar Allan Poe ( 2 ).
A mio parere invece queste definizioni , già di notevole apprezzamento , sono di una enorme riduttività , al punto da incominciare seriamente a considerare i suoi racconti come un semplice “ schermo “ escogitato dallo stesso HPL per fare in modo di essere considerato dal mondo esterno solo come un semplice scrittore , invece di uno straordinario genio , come io ormai lo considero, dotato di capacità superiori e addirittura “medianiche”. Io stesso , per molti anni, non essendo un amante di questo genere letterario , mi ero sempre volutamente tenuto lontano dalle sue opere , considerandolo come un autore “ Tabù”. Mi rendo conto ora di quanto avessi sbagliato e di come invece una lettura approfondita di tutti i suoi scritti sarebbe di estrema utilità per ogni amante delle discipline alternative. Non sarà facile riuscire a rendervi manifesta questa impressione personale , ma le tenteremo tutte per convincervi.
E’ meglio cominciare con alcune premesse doverose. In primo luogo sono stati scelti per questo articolo solo i suoi racconti riuniti poi nel saggio “ I MITI DI CTHULHU “ ( pronuncia imposta da Lovecraft, e guai a pronunciare in modo diverso : “ k-lutl-lutl “ ) ( 3 ) , più che altro perchè raccolgono alcuni tra i suoi scritti letterari più famosi a valenza realistico-fantastico-scientifica.
Inoltre sarà meglio precisare che qui non si vuole fare della critica letteraria ma andare oltre , dato che da questo punto di vista HPL è già riconosciuto come un grandissimo. Proprio per questo motivo ,dato che su Lovecraft si è scritto già molto ( anche in modo inconcludente e deviante , quale per esempio la questione se il libro maledetto “Necronomicon” descritto da Lovecraft in vari racconti sia esistito veramente oppure no ), mi limiterò semplicemente ad esporre le mie idee , che spero siano di stimolo per tanti, supportate da diversi esempi .
Per sua stessa ammissione, diverse delle storie di Lovecraft traggono spunto dai suoi “ sogni “ o visioni che lo perseguiteranno per molti anni : nel sonno entrava in contatto con questi oscuri emissari , i MAGRI NOTTURNI ( una sorta di esseri volanti dalle ali di pipstrello- tipo i Chupacabras delle attuali discussioni ufologiche ) che lo trasportavano e gli facevano vivere le situazioni più assude e tenebrose, sia nel passato che nel futuro, oppure sospeso in un limbo fuori dal tempo. Da queste paurose visioni , che io chiamerei piuttosto veri e propri “ viaggi in astrale “, nascevano i suoi racconti ( 4 ).
Ho usato il termine “ viaggio in astrale “, perché francamente non considero possibile come Lovecraft , negli anni ‘20 ,sia stato capace di anticipare determinati argomenti di attualità , che di qui a breve andiamo a commentare , senza essere dotato di qualche capacità extrasensoriale.
Se si deve iniziare con qualcosa di veramente impressionante , per averlo accennato in “anteprima “, è tutto il discorso creato da Lovecraft ( la prima volta nel 1917 ) attorno al concetto di “ DAGON “: in un passato remotissimo esseri extraterrestri anfibi rettilo/pesciformi giunsero nel nostro Sistema Solare. Per prima cosa scelsero come base di appoggio il pianeta più esterno del nostro sistema ( Lovecraft pensava fosse Plutone- denominato Yuggoth nei suoi scritti- , ma secondo me aveva “ visto “ quello che oggi viene chiamato il Pianeta X, o Nibiru ) e poi scesero sulla terra per dominarla ed instaurare il Culto di Dagon, il DIO-Pesce. I loro “sacerdoti “ portavano sulla testa una specie di Tiara , e qui dobbiamo ricordare che la Tiara , come copricapo deriva da un antico modello di cappello mediorientale la cui foggia rappresentava una testa di pesce con la bocca aperta.
L’Uomo Sapiens non aveva preso ancora il controllo della Terra, ma poi ci riuscì , a dispetto di questi “pesci” immondi , che tra le altre cose erano in grado di incrociarsi con noi umani facendo nascere degli “ibridi”, pertanto i Dagon erano stati costretti a ritirarsi in fondo al mare per millenni. Ma , a partire dal XX secolo , l’ora della riscossa era suonata per i Dagon e , con l’aiuto di umani sotto il loro controllo , mentale o fisico, questi rettili/pesci avrebbero fatto di tutto per prendere definitivamente il controllo della Terra. E così complottavano ogni sorta di male ai nostri danni , per indurci a diventare loro schiavi. In sostanza questo il tema principale di Lovecraft in alcuni suoi racconti ( 5 ).
Mentre maturavo questi concetti dentro di me , leggendo i racconti di HPL, mi rendevo conto di come questo prodigioso personaggio avesse anticipato le tematiche di due importantissimi studiosi come ROBERT TEMPLE e ZECHARIA SITCHIN di almeno 50 anni. Ho qui con me , rispettivamente, i loro due testi più conosciuti : “ Il Mistero di Sirio “ e “ Il Dodicesimo pianeta “ ( 6 ).
Una riga di accenno a Lovecraft ? Neanche mezza ! In un certo senso la cosa è comprensibile perché non si può sinceramente scrivere un saggio ponendo alla base delle proprie teorie dei racconti del fantastico di uno scrittore americano, però il fatto che Lovecraft abbia senz’altro anticipato le ora consolidate ipotesi di un arrivo remoto di esseri extraterrestri anfibi sul nostro pianeta , è un argomento estremamente interessante che andrebbe approfondito. Certamente del culto del Dio Dagon , almeno come termine , ne accenna la Bibbia ( per esempio nell’episodio di Sansone catturato dai Filistei, che adoravano questo idolo Dagon ) , ed è da li che si era ispirato Lovecraft, ma il costruire addirittura una teoria di cui si sta discutendo come possibile solo di questi tempi mi sembra una cosa eccezionale. Temple ha impiantato il suo saggio su uno studio di antropologia prodotto negli anni ‘50 basato sullo strano culto del popolo africano dei Dogon, depositari del ricordo dell’arrivo di esseri anfibi intelligenti sul nostro pianeta. Lovecraft allora era già morto da circa 20 anni.
Sitchin invece , negli anni ‘70 ha scritto che determinate tavolette sumere rivelavano che esisteva un “pianeta esterno” ( Nibiru- o “ il pianeta X “) del nostro sistema solare con una orbita irregolare dal quale erano giunti coloro che sulla Terra avevano generato poi l’Homo Sapiens modificando geneticamente l’Homo Erectus .
Ora capirete bene perché leggendo i miti di Cthulhu mi ero reso conto dell’incredibile connessione tra questo libro e i saggi scritti da due maestri di Archeologia Spaziale come Temple e Sitchin.
Ma ora passiamo ad altro .
“ I teosofi hanno intuito l’imponente grandezza del Ciclo Cosmico,del quale il nostro mondo e la razza umana costituiscono solo episodi transitori “ Con questa semplice frase - ma se ne possono trovare un’infinità sparse tra i suoi scritti- tratta da un suo racconto del 1926 ( 7 ), Lovecraft dimostra , a mio parere con grande stile, tutta la sua grandezza di “ profeta “ del genere Archeologia misteriosa. Personalmente ho dedicato tutta una vita tra studi di archeologia alternativa, ricerche e vere e proprie spedizioni in Sud America della serie “ o la va’ o la spacca “ sulle tracce di Imperi Amazzonici leggendari per capire quanto sia effimero il dominio dell’uomo rispetto ad intere ere geologiche della Terra e come siano risibili le “ certezze “ dell’archeologia ufficiale e qui mi trovo HPL che con tre righe dimostra di avere compreso tutto questo già 80 anni fa e facilmente. Veramente invidiabile poi la sua capacità di sintesi : “ I GRANDI ANTICHI vivevano da secoli prima della nascita dell’umanità ...erano scesi sul giovane pianeta dal cielo...erano poi scomparsi sotto la terra e sotto il mare...ma avevano narrato in sogno i loro segreti al primo uomo ...questo era il Culto ...finchè il grande sacerdote Cthulhu, dalla sua oscura dimora nella potente città di R’lyeh sotto le acque , sarebbe risorto e avrebbe riportato la Terra sotto il suo dominio “ ( 8 ).
Risulta difficile negare che queste tematiche Lovecraftiane volte a descriverci i celati ma ben determinati tentativi di una civiltà non umana nel conquistare il dominio del mondo ( 9 ) non abbiano delle inquietanti similitudini con gli attualissimi libri di David Icke. Moltissime persone sono ormai convinte che ormai “ qualcosa “ sia sfuggito al controllo dei governanti del pianeta e ci sia in atto una celata ma terribile battaglia per il controllo dei nostri Paesi , delle nostre case, delle nostre vite e dei nostri pensieri ed abitudini. Una progressiva e costante diminuzione delle nostre libertà con le proprie giuste aspirazioni: la Teoria del Complotto, appunto. Ma proseguiamo.
Già nei primi anni ‘60 comunque, gli autori del celeberrimo saggio “ Il mattino dei Maghi “ avevano riconosciuto che “ pochi testi eguagliano in grandezza metafisica quello in cui H.P.Lovecraft tenta di descrivere l’impensabile avventura dell’uomo risvegliato che sarebbe giunto a socchiudere quella porta e così avrebbe preteso di insinuarsi lì dove Dio regna di là dall’infinito “(10 ).
E così Lovecraft , con i suoi racconti ci fa sapere che esiste una “ affinità della Matematica Superiore con certe credenze e fatti Magici trasmessi attraverso i secoli da una antichità inenarrabile , umana e pre-umana, la cui conoscenza del cosmo e delle sue leggi era superiore alla nostra “ ( 11 ) , e che “ Einstein ha torto , che certi oggetti e certe forze possono spostarsi a una velocità superiore a quella della luce “ come che “esiste una verità velata dall’immemorabile allegoria del TAO “ (12). Tutte prodigiose possibilità alle quali io personalmente mi sto avvicinando solo da pochissimo tempo.
Questa mia dissertazione su Lovecraft precursore ,non poteva concludersi se non riportando la sua strabiliante capacità di anticipare dibattiti e misteri archeologici quanto mai attuali . E quindi ecco il valoroso esploratore visitare per primo la millenaria “Città senza nome “, nel deserto dell’Arabia, le cui rovine avevano proporzioni e dimensioni inquietanti ed irrazionali- racconto ricavato da un sogno di Lovecraft -vengono subito alla mente le mura ciclopiche di Sacsahuaman in Perù -e dove, nei suoi tunnels sotterranei scoprirà migliaia di mummie di esseri rettiliformi simili a coccodrilli, ibridi intelligenti che avevano dominato la Terra “ prima che l’Africa emergesse dal mare “ ( 13 ). E pertanto l’intensità del mistero del racconto va a paragonarsi con una stupefacente descrizione di Erodoto tratta dal suo libro sugli Egizi : “ ...costruirono perciò un Labirinto, che si trova poco oltre il Lago Meri presso la città detta dei coccodrilli < Coccodrillopoli>...il labirinto supera veramente anche le Piramidi ..vi sono due serie di stanze, metà sotterranee ,metà superiori:sono tremila in totale...quelle superiori le ho viste ...quelle sotterranee i sovrintendenti egiziani non me le vollero assolutamente mostrare, affermando che vi si trovavano i sepolcri dei Re che avevano anticamente costruito questo Labirinto e dei Coccodrilli sacri “ ( 14 ). Come Robert Temple sostiene : “ il resoconto del Grande Labirinto è in sé meraviglioso e ,a quanto ne so , non è stato spiegato in modo convincente da nessuno” ( 15 ).
In realtà , come potete vedere , Lovecraft ci aveva provato senz’altro, suggerendoci definitivamente che i sogni travalicano il mondo razionale , permettendo di osservare contemporaneamente eventi del passato e del futuro. Esattamente quello che capitava a lui.
Manca solo la descrizione della città millenaria scoperta dalla spedizione in Antartide nel racconto “ Le montagne della Follia “ ( 16 ) per anticipare, di decine d’anni anche in questo caso, le ipotesi dell’Ammiraglio Flavio Barbiero e dei coniugi Flem-Ath riguardanti l’ubicazione di “ Atlantide “ in Antartide, e chiudere il cerchio delle sue profezie.



NOTE
( 1 ) Plutone fu appunto fotografato per la prima volta nel ‘30 dall’astronomo Clyde Tombaugh.
( 2 ) Fu lo studioso Fritz Leiber a definire Lovecraft un “ Copernico letterario “.
( 3 ) Vedi : “ Vita privata di HP Lovecraft “, AA.VV., Luigi Reverdito Editore, Trento, 1987, pag. 38.
( 4 ) HP Lovecraft : “ I Miti di Cthulhu, Newton Compton Ed., 1995, pag.6.
( 5 ) In particolare “ Dagon “ e “ L’ombra su Innsmouth “, da “ I Miti di Cthulhu “, op. cit.
( 6 ) Robert Temple : “ Il mistero di Sirio “, Piemme Pocket , 2001 e Zecharia Sitchin : “ Il pianeta degli Dei “, Piemme Pocket, 2000.
( 7 ) Vedi il racconto : “ Il richiamo di Cthulhu “ da “ I miti di Cthulhu “, op. cit. pag.62.
( 8 ) “ Il richiamo..”, op. cit. pag.75.
( 9 ) Vedi : “ Colui che sussurrava nelle tenebre “, da “ I miti...”. op. cit. pag. 133.
( 10 ) L.Pauwels, J. Bergier: “ Il mattino dei maghi “, Club degli Editori, 1977, pag.430.
( 11 ) ” I sogni della casa stregata “, da “ I miti..”., op. cit.pag.268.
( 12 ) Vedi “ Colui che sussurrava ...”, op. cit. pag. 175-178.
( 13 ) ” La città senza nome “, da “ I miti...”, op.cit., pag. 32 e seg.
( 14 ) Erodoto :” Storie “, Edizione per il Club del Libro , Milano, 1959, pag.189-190.
( 15 ) “ Il mistero di Sirio “, op. cit. pag. 28.
( 16 ) HP Lovecraft : “ Le montagne della Follia “, Compagnia del Fantastico, Roma 1994.

lunedì 15 marzo 2010

PAITITI 2000

SULLE TRACCE DEL "PAITITI".

Il 13 agosto 2000 partivo dall’Italia: destinazione Cusco in Perù. Là dovevo incontrarmi con il mio amico americano Gregory Deyermenjiann e con un altro mio amico italiano , Alessandro Fodella, per organizzare una spedizione archeologica alla ricerca del Paititi.
Ma cos’è il Paititi, mi chiederete voi. Molto semplicemente è una città perduta che dovrebbe trovarsi oltre le Ande ,a Nord di Cusco. Tutti gli esploratori- avventurieri di tutto il mondo sono convinti, me compreso, che esista una città perduta tra i dipartimenti Cusco e Madre de Dios in piena foresta amazzonica. Nessuno però l’ha ancora trovata: anche la natura di questa città non è molto chiara. Alcuni sostengono che fu un estremo rifugio incaico dopo la conquista degli spagnoli, altri che fosse una città–stato a se stante e appartenente ad una antica confederazione o regno Amazzonico pre-incaico. In ogni caso mi si era offerta la possibilità di una grande avventura e mi ci stavo buttando a capofitto!
Il giorno 17 partivamo da Cusco assolutamente pronti: Gregory, Fodella, io , le due guide Paulino ed Ignacio Mamani, destinazione Atalaya sul Rio Pini-Pini dove avremmo dovuto incontrarci con il barcaiolo Juan Canales, il migliore in circolazione. Tutto era stato preparato con l’organizzazione di Avventura Ecological Manu del nostro amico Marco Rozas.
Trasferimento attraverso le Ande: 12 ore di viaggio in furgone e camionetta da Cusco per raggiungere Atalaya, con tutto l’equipaggiamento ed i viveri per la spedizione .
Il giorno 18, incontratoci ad Atalaya con Canales entravamo in confidenza con la nostra canoa di 10 metri, che poteva portare 2 motori diversi . Un Johnson 55 cavalli per il primo tratto più facile e poi un motore detto Peke-Peke a basso pescaggio di 16 cavalli per le zone più difficili.
L’obiettivo era risalire ben 3 fiumi, se possibile, il Pinipini, il Nistron, il Choritiari e raggiungere una zona sconosciuta indicata dal padre missionario Polentini nel suo libro “ Paititi “ come zona sicura e certa dove trovare questa misteriosa città perduta.
Da ormai 15 anni Gregory le stava tentando tutte per trovare il Paititi: ora si voleva seguire anche questa traccia. Era un’altra teoria, tra le tante, ma stavolta , come mi aveva detto , poteva essere veramente il coronamento di 15 anni di ricerche. Dovevamo raggiungere la zona indicata da “padre Otorongo“ ( padre Giaguaro – così chiamato Polentini dagli indigeni ) ad ogni costo.
Passammo i primi 5 giorni conducendo una vita durissima, massacrante. Per organizzare spedizioni nella foresta bisogna approfittare della stagione secca cioè in Perù l’inverno, che dura da giugno a settembre. Il problema è naturalmente che i fiumi sono molto bassi , così per decine di volte ogni giorno dovevamo scendere dalla canoa per trainarla da terra con le corde nei tratti in cui l’acqua era troppo scarsa per navigare. Inoltre , man mano che risalivamo verso Nord Ovest gli insetti si facevano ferocemente sempre più rabbiosi, infischiandosene del repellente che usavamo. In ogni caso ci aspettavamo tutto questo ed eravamo preparati alle fatiche ed alle privazioni: tutti noi avevamo già avuto esperienze simili.
Così il giorno 22 agosto raggiungemmo esattamente il punto che Gregory, il nostro capo spedizione voleva trovare: la confluenza tra il rio Choritiari ( appena segnalato sulle carte ) ed il rio Nistron.
Questo punto ( vedi foto ) era proprio ai piedi della montagna indicata dal Padre Polentini nel suo testo come la sede della città perduta di Paititi. La zona che vedavamo era stranissima , desolata e selvaggia allo stesso tempo: nessun segno di Indios, poca selvaggina e un silenzio irreale.
Il giorno 23 , dopo avere approntato il “campo base“ ai piedi della montagna , ci lanciammo letteralmente a risalire a piedi il Choritiari per trovare una zona idonea a costituire in futuro un “ campo avanzato “ più a monte di 4/5 chilometri. Quando trovammo la zona idonea, dopo una pericolosa risalita del fiume a piedi alternata da ampie scalate della montagna , purtroppo erano già le 3 del pomeriggio . Dovevamo assolutamente tornare al campo base in 3 ore , prima del calare del sole, se no eravamo perduti : di notte frotte di serpenti escono dalle tane. Cominciò pure a piovere a dirotto e così in quella corsa in discesa si cominciò a scivolare nel fiume, a cadere e a farsi male.
Io ebbi la peggio, mi slogai una caviglia, mi procurai uno strappo muscolare al braccio sinistro e presi un colpo intesta cadendo su un sasso. Comunque tornammo al campo alle 18.30.
Il giorno 24 fu giorno di riposo per tutti, io però ero in pessime condizioni fisiche, così stabilimmo che il giorno seguente io e Juan Canales saremmo rimasti a guardia del campo base e della canoa sul fiume mentre gli altri 4 avrebbero approntato il campo avanzato dove eravamo arrivati il giorno 23 e da lì, per qualche giorno, avrebbero esplorato la montagna in cerca della città.
Il giorno 25 partì il gruppo avanzato, mentre noi cercavamo di migliorare il campo base per viverci in un modo più decente. Il giorno 28 la guida Paolino tornò da solo per informarci: sulla montagna non c’era niente , Polentini si era sbagliato di grosso. Paititi non era qui : qui c’erano solo maledetti insetti ed una giungla durissima da attraversare. Gregory aveva comunque deciso di prolungare le ricerche per altri 2 giorni.
Il giorno 30 io e Juan Canales stabilimmo un primo contatto con indios della zona. erano Cocapaquoris, molto diffidenti all’inizio, praticamente nudi, poveri ma con archi e frecce potentissime da fare spavento. Facemmo amicizia e gli offrimmo viveri e vestiti che gli facemmo indossare subito. Erano comunque incredibilmente arcaici perché non sapevano utilizzare il ferro e usavano addirittura frecce con punte di legno.
Non si riusciva a capire niente di quello che dicevano: le nostre stesse guide non conoscevano il loro idioma. L’incontro con loro fu comunque cordiale e molto emozionante per tutti noi.
Il 1° settembre iniziò il viaggio di ritorno: fu una cosa veramente molto pericolosa , molto più dell’andata, perché con la corrente a favore era molto più difficile governare la barca sulle rapide, trattenendola con le corde quando la corrente era troppo forte. Juan Canales fu all’altezza della sua fama: solo per la sua innata capacità riuscimmo a evitare di distruggere la canoa sulle rapide del Pini-Pini.
Il giorno 4 settembre eravamo ad Atalaya il giorno 5 a Cusco, con la felicità di Marco Rozas : eravamo tutti salvi anche se un poco conciati: Gregory inoltre, nel viaggio di ritorno si era fatto male ad una mano. Rozas ci disse che da Cusco si erano spaventati moltissimo quando dal giorno 18 agosto al giorno 25 avevano perso il contatto radio con noi. Poi si erano calmati, una volta ristabilito il contatto. E il Paititi? “ Deve essere molto più a Nord “ disse Gregory, che già stava pensando alla prossima spedizione. Ma ora dovevamo riposarci , ne avevamo bisogno .
Il giorno 8 partii da Cusco per Lima, là incontrai il mio amico Paul Mazzei e la sua bellissima famiglia.
Il giorno 10 partivo con un volo Iberia, destinazione Madrid e poi Milano: per il momento l’avventura “ Paititi 2000 “ era terminata.
Prossimo tentativo: “Paititi 2011” !

domenica 21 febbraio 2010

NAZI UFO'S SMOKING GUN- DOCUMENTO F.B.I.

NAZI UFO’S SMOKING GUN, OVVERO: DOCUMENTO F.B.I. SUI DISCHI TEDESCHI II G.M.

DOCUMENTO FBI SUGLI UFO TEDESCHI.

Vogliamo consegnare al sito web di “Edmund Kiss” questo documento del 1957 dell’FBI, declassificato, che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto le forze armate tedesche fossero avanti sullo studio, la progettazione e i tests di velivoli discoidali, a propulsione convenzionale e in questo specifico caso, non convenzionale. Abbiamo trovato l’originale di questo testo ( in inglese ), all’interno dell’ottimo saggio “ Verschwiegene Existenz II – Die Beweise “ di Sven Peters, Argo Verlag, DE, 2008. Un libro che consigliamo a tutti, se si conosce bene il tedesco. Se no, lo stesso documento si può trovare nel buon saggio in inglese di Henry Stevens, “Hitler’s flying Saucers”, Adventures Unlimited Press, USA, 2003. Saluti da Edmund Kiss.

DOCUMENTO FBI 62 – 83594- 384.

Detroit, Michigan 7 novembre 1957.

In risposta alla lettera diretta al dr. Robert Cutler, assistente speciale del Presidente Dwight D. Eisenhower, sul fatto che questi “avrebbe potuto dare informazioni sul razzo nel Texas” …censura…a Detroit avvenne una intervista il 7 novembre 1957 di cui diamo le seguenti informazioni: Nato il 19 febbraio 1926 nella città di Varsavia, Polonia …nome censurato…fu portato dall’Olanda come prigioniero di guerra a Gut Alt Golssen, circa 30 miglia a Est di Berlino, Germania, nel maggio 1942, dove rimase fino a poche settimane dopo la fine della seconda guerra mondiale. Spese i seguenti anni nei Campi di Lavoro a Strasburgo, Offenburg, …non si legge…Friburgo, in Germania. A Friburgo seguì una scuola tecnica radio e poi per circa un anno trovò impiego presso un centro tessile a Laurachbaden, Germania. Il due maggio 1951 giunse a New York negli USA con la nave “ SS generale Stewart “ e inviato come persona abile presso il Reverendo …censura….nel Michigan, registrazione stranieri numero…censura…
Dal maggio era stato impiegato a Detroit.
In seguito, notizie su un misterioso veicolo che aveva causato BLOCCHI AI MOTORI nel Texas, lo aveva spinto a mettersi in contatto con il Governo degli Stati Uniti per riferire di un fenomeno analogo che era stato osservato da lui nel 1944, nell’area di Gut Alt Golssen.
Secondo …censura…, durante il 1944, il mese non è stato dichiarato, mentre era diretto al lavoro nei campi in una zona non distante dal nord di Gut Alt Golssen, il motore del trattore si fermò mentre si trovavano sulla strada. Non vi erano altri macchinari visibili o altri veicoli sebbene si udisse uno strano rumore come una punta che picchiasse, simile a quello prodotto da un grande generatore elettrico. Apparve un milite delle SS e parlò brevemente con il conducente tedesco del trattore, che allora aspettò dai 5 ai 10 minuti, e dopo che il rumore cessò, il motore del trattore riuscì a partire normalmente. Dopo tre ore, sempre nella stessa zona, fuori dalla strada e dove con altri si stava lavorando ai campi, egli < il testimone , ndt > si insospettì nel vedere oltre al tedesco responsabile del gruppo anche dei soldati delle SS nell’area che normalmente era deserta, e vide una zona circolare del diametro di 100-150 iarde, protetto alla vista da un muro prefabbricato alto circa 50 piedi, dal quale si poteva osservare un veicolo che saliva verticalmente lentamente, ad un’altezza sufficiente da superare il muro e poi muoversi orizzontalmente a breve distanza fin ad uscire di vista, perché era coperto da un filare di alberi.
Questo velivolo, osservato da una distanza di circa 500 piedi, aveva una forma circolare, dalle 75 alle 100 iarde di diametro, alto circa 14 piedi, di un colore grigio scuro nelle parti superiore e inferiore, con una larghezza di circa 5-6 piedi. La sezione mediana di circa 3 piedi appariva in rapido movimento producendo un continuo effetto di annebbiamento visivo, simile al getto di un propellente di aeroplano < come l’effetto calore sull’asfalto, ndt >, ma che si estendeva alla circonferenza del velivolo, per quanto poteva essere osservato. Il rumore che usciva dal veicolo sembrava molto simile al picchiettio rumoroso udito prima. Il motore del trattore si fermò anche questa volta, ma il conducente tedesco non tentò di far ripartire il motore fino a quando il rumore non cessò , dopodiché il motore ripartì regolarmente. Si potevano vedere strani cavi di metallo, larghi un pollice e mezzo, forse di rame, sopra e sotto la superficie del terreno, in alcuni casi anche ricoperti d’acqua, e correvano dalla zona della copertura fino ad una strana struttura di cemento a forma di colonna, che si trovava tra la strada e la copertura. …
< il racconto continua brevemente senza altri particolari…tranne il fatto che il testimone polacco riferì che vi erano con lui altre 16 –18 persone , prigionieri di guerra Russi, Francesi e Polacchi, testimoni dell’evento , ndt >.

Continueremo presto con altre rivelazioni, in barba al COVER UP mediatico italiano, europeo, mondiale, che ormai ha raggiunto livelli intollerabili e allo stesso tempo così evidenti da tutti, da rasentare il ridicolo.

sabato 20 febbraio 2010

RIVELAZIONI.

INCONTRO SEGRETO DEL 30 SETTEMBRE 2005 , ORE 08.30.

COVER UP MONDIALE.

Viene divulgata questa mia testimonianza,tenuta segreta sino ad ora.

Quarto ( o quinto, non ricordo ) con un professore milanese in pensione, geologo dell’Unione Europea, nello spazio di cinque anni.
L’incontro è stato molto interessante: egli conferma quanto detto fondamentalmente da Richard Hoagland nell’intervista con Tom Bosco pubblicata sulla rivista “Nexus” n. 53 del gennaio 2005….( altro articolo fondamentale “L’Ultima Civiltà” sui numeri 60 e 61 di “Nexus”, 2006), anzi ha detto che sarebbe meglio ricontattarlo fino a che Hoagland “rimane vivo“ e di mandargli le fotocopie dell’articolo…Nel giro di milioni e milioni di anni si sono alternate varie specie umane che hanno anche raggiunto enormi gradi di civiltà….Nell’impossibilità, in alcuni casi di evitare enormi catastrofi naturali esogene o endogene la Terra, si erano anche trasferiti, in alcuni casi e alternativamente , su Marte e la Luna…La Nasa e i Poteri Forti sanno tutto, ma non rivelano, non possono farlo…perché esiste “ un cerchio interno all’umanità “ di eredi genetici di queste antiche specie umane ( per esempio, forse, Leonardo da Vinci era uno di questi ) , in grado di padroneggiare varie discipline “ scientifiche diverse “ acquisite in milioni di anni di cultura umana che ha raggiunto una forma di accordo con i “ Grandi “ padroni della nostra civiltà attuale…Alcuni di questi uomini- dotati di “Memoria Ereditaria”, vivono sotto Terra , altri ancora sulla Luna, dove hanno ancora qualche centro di controllo…furono loro a far saltare molte delle cupole vetrose di cui parlava Hoagland, nei primi Anni ’60, per tentare di cancellare determinate tracce agli astronauti americani che stavano arrivando …ma la cosa non ha funzionato ed alla fine si è arrivati ad un accordo di “ congiura del silenzio “ …Armstrong andò nel 1976 a visitare la “ Queva de los Tajos “ in Equador proprio per trovare riscontri a tutta questa faccenda …la storia del tesoro sotterraneo della Queva è tutto un depistaggio …la morale è questa…un suo amico ingegnere, di antica famiglia lombarda, deceduto nel 1976 in strane circostanze…( aveva saputo quando sarebbe morto ed in quale giorno…! ) era stato lui a trovare sottoterra in provincia di Bergamo, nelle valli Bergamasche, strane sfere metalliche/cemento sotterrate che probabilmente contengono antichi esseri umani ibernati …Sfere che in alcuni casi o vengono distrutte quando si teme che vengano scoperte durante scavi di varia natura o i cui uomini “ del passato” vengono riportati in vita dallo stato di ibernazione…questi uomini “ risvegliati “ vengono posti tra noi con lo scopo di controllarci …sono praticamente uguali a noi, abbastanza alti con una testa però più squadrata e grande, quasi sproporzionata ( solo come esempio vedere il film “ Cittadino dello Spazio “ degli Anni ’50 ). In altri casi sono uomini della nostra civiltà che invece lavorano per loro…Il geologo inoltre ha confermato ancora tutto il resto..di quanto mi disse nel corso degli scorsi anni e mi ha salutato dicendo di stare attento e di contattare ancora Richard Hoagland …di cui, comunque, non aveva mai sentito parlare, prima che glie ne parlassi io.
P.S. Grazie all'informazione fornitami da un lettore del Blog, posso comunicare che parte di quanto rivelato in questo articolo trova conferma nel libro di Paolo Rumor "L'altra Europa" -Hobby & Work 2010- sui contatti tra circoli di potere europei e persone dotate di "Memoria Ereditaria"...

domenica 24 gennaio 2010

SULLE ORME DI EDMUND KISS

BOLIVIA: L'ATLANTIDE DEL SUD.

Dopo tre anni di attesa, ed altrettanti rinvii, non vedevo l’ora di atterrare all’aeroporto EL ALTO di La Paz, la capitale della Bolivia , situato a 4000 metri di altitudine. Si arrivò in piena notte per poi alloggiare subito in un albergo situato nella zona residenziale , a circa 700 metri più in basso , a sud di La Paz: così almeno si poteva respirare un po’ meglio.
Già perché , almeno sull’altipiano Boliviano ( e sul Lago Titicaca, ovviamente ) il problema di fondo è proprio questo, almeno per i primi giorni, per chiunque non sia indigeno : ci si trova praticamente sempre sui 4000 metri di altitudine , quando si viaggia lungo il mitico altopiano della Bolivia , dove qualunque albergo non può definirsi serio se non possiede una bella bombola di ossigeno da offrire al turista se ha problemi di respirazione dovuti all’aria rarefatta ( per non parlare poi dell’inquinamento che esiste nella sua Capitale, La Paz , appunto ).
Ero venuto per visitare i luoghi archeologici classici del Nord Bolivia con diversi scopi e progetti in testa , ma su uno in particolare volevo focalizzare la mia attenzione: ero in realtà sulle orme dell’esploratore, scrittore ed avventuriero tedesco delle SS Edmund Kiss ( 1886 – 1960 ? ) ,una sorta , come lo avevo già definito, di “ Otto Rahn delle Ande “ .
L’ultimo, forse , di una serie di personaggi avventurosi e ricercatori allo stesso tempo romantici ed inquietanti, membro insieme ad Otto Rahn dell’associazione di ricerca archeologica ed esoterica del Terzo Reich “ Deutsche Ahnenerbe “ , l’Ente di ricerca preistorico ed archeologico che Heinrich Himmler aveva voluto creare a tutti i costi nel 1935, per fare in modo che le sue SS potessero entrare in competizione anche in campo culturale con altre istituzioni scientifiche universitarie esistenti durante il procedere del Nazionalsocialismo in Germania.
Kiss , come Otto Rahn, non era iscritto al partito nazista ma nonostante questo aveva aderito alle SS di Himmler per intercessione dello stesso Reichsführer delle SS, soprattutto, come gli fu detto, per i suoi meriti in campo scientifico e letterario . Solo così avrebbe potuto trovare i finanziamenti che cercava per continuare le sue ricerche e pubblicazioni.
Edmund Kiss, a partire dal 1928, diverse volte si era recato in Bolivia e poi in altri continenti, Asia ed Africa con una idea fissa nella testa : dimostrare nel modo più preciso possibile la fondatezza delle teorie cosmologiche di un grande eretico della scienza allora di moda , il turbinoso e genialoide Hans Hörbiger , il fondatore della Teoria del Ghiaccio Universale , tanto apprezzata dalla Germania nazista durante i 12 anni della sua breve esistenza.
Io ero così sulle tracce di Edmund Kiss e del lavoro che lui stesso aveva svolto in Bolivia per vedere se, dopo 70 anni , le ricerche a Tiahuanaco ( o Tiwanaku ) di questo eclettico personaggio non erano state dimenticate. Ma perché Kiss si era stabilito in Bolivia?
La risposta tutto sommato è abbastanza semplice : da diverso tempo Kiss era entrato in contatto con il primo indiscusso sovrintendente degli scavi archeologici di Tiwanaku, ancora oggi ricordato con ammirazione dai Boliviani , il Viennese Arthur Posnansky , che si era stabilito definitivamente in Bolivia in gioventù.
Posnansky , già dall’inizio del Novecento aveva sconvolto l’archeologia ufficiale dimostrando, dal punto di vista matematico – astronomico ( la cosiddetta archeo/astronomia , allora nelle sue prime fasi ) l’appartenenza della cultura –civiltà religiosa di Tiwanaku ad un periodo remotissimo , comparabile alle leggende su MU e ATLANTIDE.
Tutto questo dimostrava in modo assolutamente coincidente la bontà delle teorie di Hörbiger, il quale aveva sempre sostenuto che sin da tempi antichissimi le civiltà umane si erano sviluppate sin dall’Epoca Terziaria con un’alternanza di ascese e cadute dell’Umanità dovute alla ciclicità di catastrofi mondiali , causate dalla saltuaria caduta sulla terra delle sue lune, catturate di volta in volta nel corso della storia del mondo dalla sua gravità. Le cinque culle delle civiltà prediluviane più importanti giacevano sepolte tra le terre del Messico , Bolivia, Nuova Guinea, Tibet e Abissinia.
Il Nazionalsocialismo , per mezzo di alcuni suoi maggiori esponenti, Hitler compreso, si era molto interessato alla teoria di Hörbiger , poiché considerava che le più antiche civiltà del mondo , comprese quelle leggendarie di Atlantide e Mu , erano sorte per merito della razza –gruppo etnico più capace del mondo : la razza indo-ario germanica , la “ razza ariana “.
Kiss si era collegato così a questi concetti apportando in alcuni suoi romanzi di successo, qualcosa di suo: era convinto che il crollo della prima Atlantide del Nord aria situata presso il Mare Artico, causato dalla caduta sulla Terra di una luna precedente la nostra Luna attuale, aveva costretto gli Atlantidi ad emigrare verso Sud, attraverso un oceano atlantico diventato momentaneamente un mare di ghiaccio ( vi era l’ultima glaciazione, detta “di Wurm” in corso ), per raggiungere un luogo che sembrava adatto a costituire una nuova Atlantide del Sud : Tiwanaku !
Da qui partiva la mia inchiesta .
Io stesso, per vari motivi ma più che altro per le mie esperienze di esplorazione nell’America del Sud , mi ero convinto che la preistoria e lo studio archeologico del “ Nuovo Mondo “ era molto indietro ( come infatti è! ) nella ricerca e fondamentalmente la “ nomenklatura “ archeologica non aveva fatto altro che prendere dei grossi abbagli, in particolar modo non aveva assolutamente considerato quello che si era trovato sotto i propri occhi , e cioè località fantastiche come Ollantaytambo, Sacsahuaman e la stessa Tiahuanaco , non comprendendo l’enormità e l’antichità di questi siti.
Il tanto sbandierato test del Carbonio 14 , sbattuto in faccia a tutti gli studiosi alternativi come il sottoscritto come prova del fatto che queste civiltà precolombiane non sono più antiche del 3° millennio avanti Cristo , in realtà non prova nulla per alcuni principali motivi . Il primo è che il Carbonio 14 vale come test solo per le materie organiche e quindi niente ci dice su quando certi templi giganteschi sono stati costruiti, il secondo è dovuto alla enorme stratificazione succedutesi delle culture precolombiane : la civiltà successiva sostituiva quella precedente utilizzando anche le costruzioni precedenti ( infatti l’ultima civiltà conosciuta è quella degli Incas ) e quindi è molto difficile risalire la china temporale delle civiltà precedenti fino ad un inizio certo . Si scava poco e anche negli scavi sfugge sempre qualcosa di importante.
Infine c’è un terzo motivo , principe incontrastato e mai studiato a fondo , anzi è la causa principale che dimostra quanto non sia affatto una “ scienza esatta “ – come la matematica e le discipline da essa derivate - la cosiddetta “ archeologia ufficiale “ : il PROBLEMA DEL TRASPORTO DI PESI ENORMI , aggravato dal fatto di dover lavorare su di un altopiano a 4000 metri come in Bolivia , o sulle Ande peruviane a 3400 metri come fuori Cusco ( Fortezza di Sacsahuaman ) !
Quando parliamo di pesi enormi parliamo di pesi colossali , dalle 100 tonnellate in su , pietre squadrate perfettamente ed inserite nei templi delle città precolombiane in numero spropositato, come fossero dei semplici mattoni . Per fare solo un termine di paragone, 100 tonnellate sono il carico utile massimo trasportabile da un Jumbo Jet 747, quindi è sufficiente una pietra lavorata di peso superiore a questo ( e se ne trovano tra il Perù e la Bolivia quante ne volete ) per far stare a terra questo gigante dell’aria impedendogli di decollare.
La cosiddetta “ Fortezza di Sacsahuaman “ , situata fuori Cusco e visitabile da chiunque è stata così chiamata , Fortezza , dagli Spagnoli perché , a ben guardarla non si capisce cosa sia o meglio si intuisce invece che cosa sia ma nello stesso tempo chiunque rimane atterrito da questa “ rivelazione “, pensando all’enormità di tempo che possa essere passato dalla sua prima costruzione : sembrano le banchine di un grande porto di Mare ( o di lago ) ma situato a 3500 metri sulle Ande !
Così anche Tiahuanaco sembra sia stata una città portuale e in effetti si trova nelle vicinanze dell’enorme Lago Titicaca, il quale pare dimostrato che abbia avuto nel corso delle varie Ere storiche molti mutamenti nel suo livello e nella sua estensione superficiale : da un livello di circa 50 metri sopra quello attuale , quando anticamente era un vero e proprio mare interno di acqua salata di gigantesche estensioni ( chiamato Lago di Ballivan ) ad addirittura 150 metri più basso di oggi. Tutti questi cambiamenti però nel giro di centinaia di migliaia di anni ancora oggi per niente definiti nella loro effettiva sequenza dagli stessi studiosi boliviani , con i quali ho avuto anche a che fare nel corso della mia indagine la quale, dopo questa ampia ma necessaria premessa a fini chiarificatori andrò ora ad esporvi .
Grazie al gruppo di ricerca italiano di archeologia subacquea “ Akakor “ di Lorenzo Epis, da diversi anni impegnato a sondare le acque del lago Titicaca per scoprirne i suoi tesori pre-incaici, sono entrato come primo contatto diretto con l’archeologo Eduardo Pareja , che collabora con il gruppo Akakor essendo l’unico archeologo subacqueo di tutta la Bolivia.
Pareja è uno scienziato di vedute molto aperte e lungimiranti, dotato pure di un carisma e di una dialettica non comuni: lui stesso è convinto che sia esistita una civiltà pre-incaica almeno intorno al 3000 avanti Cristo e che abitava anche zone ora sommerse dallo stesso lago Titicaca, quando in una di queste fasi di innalzamenti ed abbassamenti si trovava su di un livello almeno di 100 metri più basso dell’attuale .
Lavora presso il museo Posnansky di La Paz e sta lavorando a Tiahuanaco negli scavi della piramide Akapana , una grande piramide a 7 gradoni ancora oggi praticamente del tutto sommersa dal fango e dal tempo. Era la persona giusta con cui parlare.
Senza perdere tempo e accennandogli al mio libro “Archeologi di Himmler “ , venni presto al sodo discutendo con Pareja delle ricerche di Edmund Kiss in Bolivia , del suo studio del “ Calendario della Porta del Sole di Tiahuanaco “ e del suo rapporto di collaborazione e di amicizia con Arthur Posnansky .
Si, Pareja sapeva molto bene chi era stato Edmund Kiss, mi disse, grazie ai suoi studi l’allora governo nazista della Germania si era interessato moltissimo all’archeologia della Bolivia e del mistero dell’antichità di Tiahuanaco e ancora nel 1942, il Terzo Reich , proprio tramite l’organizzazione Ahnenerbe cui apparteneva Kiss, aveva siglato un accordo internazionale con il governo boliviano per effettuare una delle più grandi operazioni di scavo archeologico di tutti i tempi nell’area di Tiahuanaco e raggiungere i siti, secondo Kiss, della vera Tiahuanaco Atlantide , a 20 metri di profondità rispetto a oggi, dove, ancora oggi si trova ancora, secondo me, visto che poi di questo accordo non se ne fece più niente perché la Germania aveva perso la guerra.
In seguito, durante una conferenza di Pareja all’Isola del Sole, culla della cultura pre-incaica in mezzo al lago Titicaca , Pareja stesso mi mostrò una riproduzione del documento come prova di questo accordo storico, il cui originale si trova ancora nell’archivio del museo Posnansky.
Riconobbi subito tra le varie firme quella di Ernst Schaefer, collaboratore Ahnenerbe ed autore della mitica spedizione delle SS in Tibet del 1938-39, resa famosissima da un ineguagliabile filmato storico , ora visionabile pure sul sito internet di You Tube ! Vi era anche la firma di Himmler.
Con Pareja mi recai una prima volta a Tiahuanaco all’inizio di agosto 2007 : eravamo arrivati nel primo pomeriggio e quindi non c’era molto tempo per visitare il sito e la vicina enigmatica Puma Punku : mi ripromisi di ritornare così una seconda volta , cosa che feci , con molto più tempo a disposizione, poco prima di ripartire per l’Italia in compagnia di uno studioso di Tiahuanaco e guida molto brava , il boliviano Raphael Carrasco Carranza.
Posso così riferire succintamente alcune impressioni che mi danno sicurezza sul fatto di poter affermare che Tiahuanaco ed il centro di Puma Punku sono tra i centri religiosi cittadini più antichi del Mondo e vere e proprie testimonianze storiche di avvenuto contatto culturale con riminiscenze tecnologiche di vere e proprie civiltà megalitiche “ antidiluviane “.
1) In primo luogo di questi siti se ne sa ancora troppo poco e risulta evidente che , dato che Puma Punku a tutt’oggi è stato scavato a malapena per un 40% e Tiahuanaco addirittura per un misero 8-10 % - sono dati ufficiali – la mole di lavoro e di ricerca che c’è ancora da fare è così imponente dal far pensare che si faccia di tutto per non andare avanti troppo con i lavori per evitare di imbattersi in reperti imbarazzanti . Ben diversi quindi erano i propositi dei tedeschi nei confronti di Tiahuanaco anche in piena Seconda Guerra Mondiale.
2) Situazioni “ imbarazzanti “ dal punto di vista archeologico se ne trovano comunque dappertutto già ora, se solo si vuole vedere le cose in modo obiettivo. Oltre all’evidenza dimostrata dal fatto che affiorano dappertutto blocchi giganteschi di pietra non ancora scavati , quelli già esposti , sia a Tiwanaku che a Puma Punku sono così possenti ed incredibili nella loro perfetta fattura che si stenta a credere ai propri occhi.
3) La superficie dei blocchi di pietra è levigata e lavorata in modo così netto e preciso che toccandoli si ha la sensazione di sfiorare una lastra di vetro! Si pensa senza dubbio subito all’intervento di una “ tecnologia di taglio “ ed incisione di tipo meccanico . E’ evidente.
4) Le pietre più pesanti squadrate sono circa sulle 200 tonnellate e si trovano sia a Tiahuanaco che a Puma Punku , anche se si ha l’impressione che la località di Puma Punku sia ancora più antica di Tiahuanaco e che lì si trovi il vero punto di contatto culturale con gli “ emigranti atlantidi “ raccontati da Edmund Kiss. Cosa si aspetta a proseguire negli scavi?
5) Ci sono 3 tipi di pietra utilizzate per i due siti : una pietra “ locale “ di colore rosso con le cave a circa 10 chilometri di distanza ed altri due tipi , granito andesite grigio-verde e basalto nero vulcanico le cui cave si trovano a circa 100 chilometri di distanza sulle Ande. E qui ricordo ancora che siamo a 4000 metri sul livello del mare . Basta fare una rampa di scale di corsa per accorgersene. Sorge subito una domanda spontanea che è il vero dito nella piaga delle pecche dell’” archeologia ufficiale “. Come è stato effettuato il trasporto ? Come è stato fisicamente possibile? Nessuno, può oggi al mondo rispondere a questa domanda anzi, si sorvola proprio su questo quesito fondamentale perché spiazza qualsiasi logica se non ricorrendo a spiegazioni che suonano molto fantascientifiche. Ma la realtà è quella che ho detto ed è , da sempre, sotto gli occhi di tutti.
Dobbiamo ora arrivare a delle conclusioni con alcune considerazioni importanti.
In Bolivia il lavoro eccezionale di ricerca di Edmund Kiss e di Arthur Posnansky non è stato affatto dimenticato : la “ Sociedad Arqueologica de Bolivia “ , Ente privato di ricerca archeologica fondato per interesse dello stesso Edmund Kiss e di Arthur Posnanky il 23 settembre del 1930 – equinozio australe di primavera – giorno di “ partenza “ del calendario antidiluviano della Porta del Sole di Tiahuanaco , calendario scoperto da Kiss- è ancora ben attiva, con pubblicazioni importanti.
La sopravvivenza della società si deve tutta all’attività incessante dell’ultimo discepolo di Posnansky, Alberto Laguna Meave, deceduto solo pochi anni fa.
Nel suo saggio “ Tiwanaku – Enigma de Enigmas “, del 2002, lo stesso Meave ricorda che Posnanky sia presso il fiume Desaguadero al confine col Perù che all’interno del Kalasasaya , tempio astronomico di Tiwanaku, ritrovò resti di Toxodonte, un erbivoro gigante vissuto nel terziario, insieme a resti di esseri umani di tipo moderno, resti che poi regalò al Museo Nazionale della Bolivia. Come ben sappiamo sono stati trovati anche delle incisioni sui monoliti della città che raffigurano degli animali preistorici antidiluviani simili. E’ molto probabile che chi viveva in questa città religiosa primigenia, osservava questi colossi in movimento avendoci normalmente a che fare praticamente tutti i giorni. Il problema è che il Toxodonte si è estinto come tanti altri erbivori giganteschi con la fine dell’ultima glaciazione, almeno 10.000 anni fa !
Una prova ulteriore, se non decisiva, del fatto che Tiwanaku sia “ la città più antica del mondo “ , come d'altronde gli stessi boliviani dicono da sempre. Ed io ne sono ancora più sicuro ora, dopo questo emozionante viaggio all’altro capo del mondo.
Bibliografia utile:
Marco Zagni, l’Impero Amazzonico , MIR , Firenze ,2002
Alberto Laguna Meave , Tiwanaku – Enigma de Enigmas, Soc. Arqueologica de Bolivia, La Paz, 2002.
Marco Zagni, Archeologi di Himmler, Ritter, Milano, 2004.

PROGETTO ALDEBARAN-DAS VRIL PROJEKT

ALDEBARAN PROJEKT.

Dopo l’attentato a Hitler del 20 luglio 1944, le SS si costruirono veramente un loro “mondo“, all’interno del nazismo.
Come Schauberger, anche il capitano Coler entrò a far parte di gruppi di ricerca SS segreti appositamente creati per lo sfruttamento di questi apparecchi alternativi ( gruppo di ricerca SS E IV e gli "Schwarze Projekte" di Hans Kammler - vedi il saggio "La svastica e la runa",ed. Mursia, 2011) a fini militari : c’era in corso una guerra che i tedeschi stavano perdendo, per cui era necessario aggrapparsi a qualsiasi cosa per ottenere il benchè minimo risultato utile.
Ecco pertanto nascere i velivoli discoidali della serie HAUNEBU ( nome dato dagli antichi egiziani ai famosi “ popoli del mare “ che tentarono di conquistare l’Egitto nel 13o secolo A.C.- secondo altri studiosi invece sarebbe il vero nome degli Atlantidi ) con i modelli Haunebu 1, 2 e 3, capaci di raggiungere velocità sbalorditive grazie al “convertitore tachionico” di Coler. Soprattutto nello spazio esterno: in pratica delle astronavi.
Infatti un nuovo messaggio telepatico mediato da Maria Ortisch diede il via ad un progetto chiamato "Progetto Aldebaran" che prevedeva l’invio di un Disco proprio nel Sistema solare di Aldebaran. Tale incredibile progetto fu discusso il 2 Gennaio del 1944 da Hitler in persona, Himmler, il dr. Künkel (della società Vril) e dal dr. Schumann. Sarebbe stato usato un canale interdimensionale adeguato . In questi casi entriamo definitivamente nel campo della leggenda, come questa che riguarda un tentativo di raggiungere il sistema di Aldebaran, o altre concernenti un estremo tentativo con un disco Haunebu 3 di raggiungere una vecchia base dei “Sumeran” esistente su Marte ( zona definita di Cydonia ).
Chi scrive ha sempre ritenuto più probabile che, per quanto riguarda i “Dischi Volanti “, sia sempre stato meglio riferirsi certamente a dei progetti segreti tedeschi, ma comunque legati ad una tecnologia “ convenzionale “ di razzi e motori a getto. Di questo avviso fu, per esempio, l’autore Wilhelm Landig, deceduto nel 1998, che in gioventù era stato un aderente alle SS e facente parte di un corpo tecnico di ingegneri presso Vienna. Su questa linea di ipotesi aveva fatto pubblicare un libro famoso “ Götzen gegen Thule “ ( Idoli contro Thule ) , del 1971, ora tradotto ( dal 2008 ) anche in francese ( con il titolo “ Combat pour Thulè “- editrice Auda Isarn, Tolosa ) dove accennava alla fuga, durante l’ultimo periodo di guerra, di dischi volanti tedeschi ( chiamati V7 ) presso basi segrete in Artide, Antartide e Sud America, sotto il comando del generale delle SS Hans Kammler. Ecco lo stralcio di una famosa intervista che il giornalista e autore Jan van Helsing gli fece nei primi anni ’90 :

“Verso quali luoghi ci si è spostati in Sud America ed in Antartide?
Per la maggior parte in Sudamerica , Argentina, Cile, Perù, soprattutto.
Lei può aver a che fare con lo spostamento nella località di Akakor?
Per quanto riguarda Akakor ebbi un collegamento a Graz. Karl Brugger lo scrittore di Akakor era di Graz. Io volevo andare in Sud America per un incontro personale con lui ma tuttavia fu assassinato prima a Rio. Per quanto riguarda il mio giro di conoscenze ci sono state ben 5 persone assassinate. Una di queste era Karl Brugger.
Ho avuto anche un collegamento certo con l’Antartide, tramite l’ingegner Wuppermann. Oggi posso certamente citare il nome.
Il Wuppermann era in contatto con il Reich segreto e qualche volta durante l’anno veniva dalle nostre parti e si incontrava con me. Era l’uomo di collegamento tra l’Argentina e l’Antartide. Rimase da me a Vienna e una settimana più tardi fuori dal posto di polizia del ministero degli Interni di Buenos Aires fu assassinato alle 11 del mattino.
Per lei può essere interessante conoscere anche il caso di un ingegnere che aveva lavorato negli anni ’80 alle spolette dei sommergibili presso la marina federale tedesca, e io lo conoscevo perché verso la fine della guerra avevamo militato assieme alle scorte dei treni ed una volta eravamo stati bombardati ( colpiti ), ma lui dopo si era nascosto. Siccome io ero ingegnere mi aveva rivelato delle cose da tenere sotto il più stretto riserbo. Mi disse che era stato seguito da Agenti segreti, che volevano che lui diventasse una spia, e naturalmente lui aveva risposto picche. Purtroppo lui non andò molto lontano, dato che fu ucciso alle 11 di mattina nel suo appartamento a Bergedorf . E così come il mio amico Karl Heinz Priester che fu assassinato dalla CIA a Colonia esattamente alle 11 del mattino. Come vede il numero 11 ha avuto un ruolo importante. Come vede anche nei Servizi Segreti esiste una fine arte della superstizione. Ma almeno ci fa capire chi sono stati i mandanti.
Ma lei cosa sa di Akakor , sa dove si trova?
Akakor era nel sud dell’Amazzonia al confine con la Bolivia. Dopo però si sono trasferiti a Nord del Rio Negro. Però ora non ho più contatti.
Ma dove si trovano le basi dei Dischi Volanti, non sa dove vengono messi in riparazione?
Si trovano nelle ( nel senso di dentro ) Ande.
Si sa almeno da quali montagne vengono ?
Vorrei saperlo ma non lo so. Tutto quello che so è che partono da qualche posto, ma non si sa quale. Si trovano senz’altro tra l’Equador ed il Cile, da qualche parte. Ci sono almeno due o tre basi disponibili” .

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE.

Non si deve certo essere esperti della materia per comprendere come facilmente ci si possa indirizzare verso una sostanziale incredulità nei confronti degli argomenti che abbiamo trattato in questo capitolo: non si vuole escludere alcuna possibilità ma si può rimanere sconcertati da queste rivelazioni. Anche se il 50% di quanto rivelato in questo sunto corrispondesse a quanto realmente accaduto diventerebbe lampante quanto poco ci è stato detto sulle vere origini del Nazismo e sulla II Guerra Mondiale. Come informazioni conclusive possiamo aggiungere che, da quanto ci è stato riferito e da quanto abbiamo constatato, un gruppo di “eredi” della Società del Vril esiste ancora oggi, tra Vienna e Monaco: sono dotati di un sito web visitabile, di una sede associativa, di una piccola casa editrice e sono in rapporto costante con una rivista tedesca di ufologia. E’ anche da queste fonti che abbiamo ricavato spunti continui per questo capitolo sesto. Una rete telepatica – psichica di medium capaci è ancora attiva in Germania: da queste sensitive è emerso che il tentativo di viaggio verso il sistema di Aldebaran sarebbe avvenuto realmente. Dopo un primo tentativo fallito, un astronave di tipo Vril 7 avrebbe viaggiato nel 1945 per settimane all’interno di un canale ( o tunnel ) spazio-temporale, per uscire nel sistema di Aldebaran, contattando i “Sumeran”, in corrispondenza del nostro anno 1967. Poche settimane, eppure 23 anni del nostro tempo: il cosiddetto caso del “paradosso dei gemelli”, per ricordare Einstein. Da uno stralcio del diario “Voranfang” di Sebottendorff ( del 1921 ), che Ettl e Ratthofer hanno pubblicato su “ Das Vril Projekt “ , risulta chiara la sicurezza del Sebottendorff sul credere che i “Sumeran” siano stati i veri “creatori” dell’Homo Sapiens e che essi abbiano sempre confidato in una “riscossa” delle nostre potenzialità, una volta entrati nella nuova Era dell’Acquario. E’ ipotizzabile allora un futuro viaggio di ritorno da Aldebaran di chi partì, accompagnati dai “Sumeran”? Difficile dirlo, anche se da quanto è in nostro possesso una cosa sembra plausibile: la finestra di ritorno è stata calcolata a cavallo del periodo 2018-2046, il famoso ultimo “doppio” passo del “periodo intermedio” di 168 anni ( vedi parte precedente ).2018: in pratica come si può vedere nel Film "Iron Sky", uscito nelle sale nel 2012. E’ il caso di stare ad aspettare, se possibile…non si sa mai.

giovedì 14 gennaio 2010

SOCIETA' DEL VRIL- VRIL GESELLSCHAFT

LA SOCIETA' DEL VRIL: sulle tracce della Tecnologia SS.

Vienna, 26 ottobre 1917. Da due giorni è in atto una violentissima offensiva austro-tedesca contro le posizioni italiane, attacco che porterà alla disfatta militare di Caporetto. La gente ne parla per strada, dopo aver letto i quotidiani, tutti con titoli trionfalistici, e spera in una fine prossima della prima guerra mondiale, se non in un armistizio favorevole per l’Impero austro-ungarico. Improvvisamente, mentre passeggia per il centro, una giovane donna sui vent’anni, molto fine ed attraente, impallidisce di colpo, si sente male e sviene. Un signore elegante ma abbastanza robusto, sulla quarantina, che la stava accompagnando, interviene immediatamente a sorreggerla prima che la ragazza cada malamente a terra. La giovane si chiama Maria Ortisch.
Maria era nata nel 1895 a Zagabria, da una famiglia della media borghesia. Prima della precoce morte di sua madre, la piccola Maria aveva cominciato a manifestare della potenti qualità medianiche: in sogno o in trance parlava coi propri parenti defunti o con altre persone che non aveva mai conosciuto e anche con altri esseri intelligenti, non meglio definiti. Una qualità che sua madre, poco prima che morisse, aveva individuato e incoraggiato. Nel 1916, dopo aver completato gli studi, si era recata a Vienna per cercare lavoro, grazie ad una buona conoscenza del tedesco, anche se ancora scolastico. Nell'Impero austro-ungarico si studiava a scuola, oltre alla propria lingua. Qui, nell’atrio di un albergo, aveva incontrato, poco tempo prima, proprio l’uomo che la stava accompagnando nel momento del suo svenimento. Quest’uomo si chiamava, o meglio, si faceva chiamare: Rudolf von Sebottendorff ( 1875-1945 ). Su questo personaggio gli appassionati di storia dovrebbero già essere sufficientemente edotti: von Sebottendorff, il sedicente barone, l’esoterista giramondo che aveva acquisito la nazionalità turca, fondatore nel 1918 a Monaco ( il 18 agosto 1918 all’Hotel delle Quattro Stagioni ) della Società Thule, la “ culla “ occulta del futuro partito nazionalsocialista di Adolf Hitler. Ma questa, come si suole dire, è un’altra storia, se non per il fatto che, forse, la misteriosa “Società del Vril” sarebbe stata un ramo fuoruscito dalla Società Thule – con la Thule disciolta poi ufficialmente nel 1925 .
Nel caso in questione, Sebottendorff si era sposato a Vienna nel 1915 con una donna già divorziata, Berta Anna Iffland; poi, nel 1916 la coppia si era stabilita a Bad Aibling, una elegante stazione termale bavarese. In questo periodo Sebottendorff si divideva tra Vienna, la sua casa e Monaco, con punte anche a Berlino, dove aveva conosciuto uno dei capi della Società segreta Germanenorden, Hermann Pohl. Qui a Berlino Pohl aveva definitivamente convinto Sebottendorff della assoluta incompatibilità tra gli Ebrei e gli “Ariani”, una inimicizia tra due popoli antitetici che risaliva a tempi remotissimi. Inoltre Pohl aveva fatto aderire Sebottendorff a questa organizzazione di stampo massonico, dandogli l'incarico di costituire delle cellule organizzate tra Vienna e Monaco.
Ma, al di là di tutto questo, cosa accomunava Sebottendorff e la Ortisch ? I due si erano incontrati praticamente per caso anche se il primo, nel loro fortuito incontro, si era fatto avanti non solo perché era rimasto attratto dall’avvenenza della giovane slava, ma soprattutto perché la Ortisch teneva tra le mani una copia in tedesco del Libro dei Morti degli antichi Egizi. La passione per l’occulto e il mistero accomunava entrambi e la Ortisch era rimasta colpita dalla galanteria del barone. Dopo un certo periodo Maria Ortisch si era confidata con lui: la giovane da tempo si stava interessando agli antichi Egizi perché, come medium, già dal 1911 riceveva in trance messaggi telepatici da una certa “Regina Isais”, che lei identificava come la Dea Iside egizia, anche se non ne era completamente sicura. Soprattutto perché la pratica della telescrittura rivelava messaggi scritti che si sarebbero potuti interpretare come un antico idioma germanico. Forse il barone avrebbe potuto aiutarla nella decifrazione...
A partire dall’estate 1917 Sebottendorff amava radunare, quando si vedevano a Vienna, al Cafè Schopenhauer , un gruppo di quattro persone: lo stesso barone, Maria Ortisch, l’ingegnere e pilota Lothar Waiz ed il cattolico Padre ( Prelato ) Gernot. Secondo alcuni voci ( non c’è conferma ), ad alcuni di questi incontri avrebbe partecipato anche il futuro creatore della disciplina Geopolitica Karl Haushofer ( 1869-1946 ). Haushofer sarebbe poi stato uno dei fondatori occulti della “Società del Vril”. Ma per quale motivo avvenivano tali incontri?
La “Regina Isais” ( o Imperatrice Isais ), a dire di Maria, si era di nuovo messa in contatto telepatico con lei e la pregava di lasciarsi guidare spiritualmente la mano di modo tale che si potesse utilizzare la “scrittura automatica”. Al Cafè Schopenhauer Maria Ortisch scriveva pagine su pagine di una strana scrittura che poi sarebbe stata decifrata dal gruppo. Il risultato era stato strabiliante: i messaggi telepatici provenivano dalla costellazione del Toro, dove la principale stella Aldebaran ( una gigante rossa ) aveva una stella compagna ( una nana rossa ). Su un pianeta di questo sistema solare doppio esisteva una razza extraterrestre, i “Sumeran” i quali, molto tempo prima, avevano colonizzato anche il nostro sistema solare ( sul pianeta Mallona, posto tra Marte e Giove e poi esploso, poi su Marte e infine sulla Terra ) e sul nostro pianeta avevano contribuito geneticamente al sorgere dell’Homo Sapiens, circa 300.000 anni fa. Avevano seguito tutte le più importanti civiltà antiche, compresa la perduta Atlantide, e tendevano ad intervenire nei momenti più importanti riguardanti i cambiamenti micro-macrocosmici ai quali l’uomo, di quando in quando, doveva sottostare. Una fase di grande cambiamento sulla Terra stava per avvenire, così Isais aveva scelto Maria Ortisch come tramite per i suoi messaggi.
Questi incontri avvenivano anche in altri luoghi: o presso il monte Untersberg di Salisburgo o in una foresteria presso Berchtesgaden. In queste riunioni aveva preso più volte la parola “Padre” Gernot. Questo “cattolico” in verità disse di fare parte dell’unica vera associazione erede dei Cavalieri Templari, imponendo a tutti gli altri, con un ragionamento ben preciso, una interpretazione plausibile di tutto quello che stava succedendo, che è la seguente.
La “Regina Isais”, posto che non fosse in realtà una spiritualità divina femminile universale, come Iside, Ischtar, Venere o la Madonna potevano rappresentare la stessa figura nel corso delle varie epoche, se invece era realmente un essere extraterrestre in “carne ed ossa”, doveva avere in realtà centinaia, se non migliaia, dei nostri anni, dato che Isais si era sicuramente manifestata presso l’Untersberg nel tredicesimo secolo al cospetto del grande e coraggioso cavaliere templare Hubertus. Isais aveva donato a Hubertus una magica pietra nero – viola di ametista, un talismano che aveva il potere dell’energia Vril, l’energia base dell’Universo. Hubertus era così diventato il “Cavaliere della Pietra Nera”. Il Prelato Gernot mostrò la pietra nera ai suoi compagni: la confraternita erede dei Templari, di cui faceva parte, aveva conservato la Pietra Nera di Isais . Non vi era alcun dubbio che l’Isais medievale e quella dell’attuale rivelazione fossero la stessa “persona”, perché la traduzione della telescrittura rivelava gli stessi segreti di cui Hubertus, secoli prima, era stato fatto partecipe: era in atto una battaglia cosmica tra la Luce e l’Oscurità. Principalmente sulla Terra questo era dovuto al fatto che le parole di Gesù Cristo erano state del tutto travisate e falsate. Come l’eresia Marcionita ( dall’eretico Marcione, che guidò la prima grande rivolta religiosa contro la nascente Chiesa di Roma ) sosteneva nei primi secoli dopo Cristo, il Dio padre di Gesù non era lo Jahwè biblico dell’Antico Testamento ( YHWH ). Quest’ultimo, anzi, era l’Antagonista, l’Avversario di Cristo, l’Angelo Caduto, lo Shaddai El, o Shaitan, il Signore del Mondo materiale, in poche parole: Satana .
Chi allora seguiva il “Dio” dell’Antico Testamento voleva solo la distruzione dell’Uomo e la sua sofferenza su questo mondo. In questo momento di passaggio dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario, secondo Isais, che riconosceva in Gesù e nel suo vero Padre la matrice divina della creazione universale, era fondamentale che l’Umanità facesse le sue scelte per liberarsi di chi insidiava la sua aspirazione all’eterno.
La rivelazione di Isais, secondo Gernot, comprendeva una fase di transizione verso l’Era dell’Acquario, l’Età della Liberazione dell’Uomo, di 168 anni, la fase dei “tre doppi passi” secondo una leggenda Babilonese, con l’intervento decisivo nella lotta del “Terzo Sargon” o dell’”Ultimo Avatar” per gli induisti, il cui comportamento avrebbe accelerato la fine dell’Era Oscura per dare inizio ad una Nuova Era della Luce.
Ogni “passo” transizionale, a partire dal 1878, era di 28 anni, e la Germania avrebbe avuto un ruolo decisivo in tutto questo. Ecco le date importanti dei passi della transizione verso la nuova Età dell’Oro :
1878- Congresso di Berlino, egemonia tedesca in Europa e avvicinamento con l’Austria- Ungheria;
1906- La Germania “Superpotenza” insieme all’Inghilterra, all’Esposizione Internazionale, Milano;
1934- Nell’anno della morte di Hindenburg, con referendum, Hitler è “Führer della Germania”;
1962- Costruzione a Berlino del Secondo Muro ( il primo è del 1961 ), chiamato “muro della morte”;
1990- Riunificazione della Germania ( 3 ottobre 1990 );
2018- ?;
2046- ?.
Nel giro di pochi anni Sebottendorff non avrebbe più avuto alcun dubbio nel riconoscere il tanto atteso “Terzo Sargon” o “Avatar”: quest’uomo era Adolf Hitler, e nel 1933-1934 Sebottendorff, seguendo la scaletta delle date, avrebbe fatto pubblicare il suo libro più famoso :”Prima che Hitler venisse. Storia della Società Thule” .
Da questo gruppo di persone, riunite attorno alla personalità di Sebottendorff ( e, forse, anche di Haushofer ) nacque, nel giro di poco tempo, come costola del gruppo Thule, la Vril Gesellschaft, o Società del Vril ( inizio dell’attività nel 1921 ). Secondo l’autore Sven Peters, a questo sparuto gruppo di persone si riunirono anche degli scienziati, dei tecnici, e altre donne medium ma, ancora nel 1934 la Vril Gesellschaft non aveva più di sedici aderenti . Il loro lavoro era soprattutto di carattere teorico, progettuale ed esoterico perché la parte esecutiva venne affidata a tecnici delle SS (Sonderkommando di Hans Kammler).