venerdì 6 aprile 2012

TUNNEL E CITTA' SOTTERRANEE IN BRASILE.

Misteri dell'America del Sud.

Da molto tempo, forse da troppo, le leggende riguardo la possibile esistenza di antichi tunnel e di misteriose città sotterranee continuano a persistere da quando i problemi posti dall’archeologia di frontiera esplorativa hanno toccato anche le regioni più remote del Sud America e del Brasile.
Chi scrive ha avuto, tra le altre cose, la possibilità e la fortuna di contattare e di avere informazioni molto interessanti da chi già parecchio tempo fa si era imbattuto in tali eccitanti racconti .
Nel 1998 ed in seguito l’anno successivo mi incontrai con Timothy Paterson, anziano esploratore inglese del Brasile e soprattutto pronipote di quel famoso Colonnello Fawcett, l’Indiana Jones del 20esimo secolo per eccellenza, il ricercatore delle colonie di Atlantide in Brasile scomparso nella zona dell’Alto Rio Xingu nel lontano 1925, durante le ultime fasi di una famosa e drammatica esplorazione nata per trovare una città perduta antichissima , Matalir, soprannominata da Fawcett stesso la “ Perduta Zeta “.
Paterson , pur affetto a quel tempo da una grave malattia ( è scomparso infatti nel 2004 ) , ritrovò nel sottoscritto , così mi disse, quel “ sacro fuoco “ che da sempre colpisce chi come lui, come suo zio, come innumerevoli altri romantici esploratori sentono da sempre qualcosa che li spinge a dirigersi nelle zone più remote della Terra in una perenne “ cerca “ di qualche cosa di antico, di perduto , di vitale, che la nostra umanità ha perduto e che ancora non ritrova.
Tra le varie cose parlammo così del mistero dell’esistenza di questi antichissimi tunnels che da tempo immemorabile percorrono le viscere della Terra e del Sud America in particolare .
Paterson mi confermava assolutamente della loro esistenza tra le Ande e la foresta amazzonica brasiliana, tra il Venezuela , l’Equador ed il Perù, fino alla Bolivia, all’Argentina ed il Cile…
Suo zio Percy Fawcett lo aveva saputo addirittura dall’inizio del 1900, da chi tra il Brasile ed il Perù ricordava ancora dove erano gli accessi , a volte presenti sulle Ande, altre volte nel pieno della foresta.
Erano senz’altro la strada maestra per giungere addirittura a quelle mitiche “ perdute città sotterranee “ di cui si cominciò ad avvertire la possibile presenza proprio negli anni Venti e Trenta, un periodo avventuroso e formidabile per il Brasile , dove le più antiche leggende , i trucchi delle spie internazionali e delle grandi Potenze di allora si mischiavano in un gioco inestricabile .
L’archeologia misteriosa ed i giochi dei servizi segreti delle potenze occidentali si erano sempre intrecciati in Brasile , e soprattutto allora, negli anni ’30 e durante la Guerra Mondiale gli Stati Uniti , la Gran Bretagna e la Germania nazista avevano laggiù le proprie spie, i propri avventurieri , i propri ricercatori pronti a carpirsi i reperti e le informazioni più stupefacenti.
Timothy Paterson mi riferì che la scomparsa di suo zio Percy Fawcett fu un incredibile shock per la Gran Bretagna , la quale allora cominciò ad inviare dei suoi agenti, mischiati a frotte di giornalisti, per cercare di capire se veramente l’intrepido colonnello era scomparso o piuttosto era stato eliminato per aver scoperto qualche straordinario segreto .
Uno di questi poteva essere stato l’argomento legato ai tunnel e le città sotterranee : Fawcett poteva essere stato rapito e segregato sottoterra da qualche tribù misteriosa …
Ma anche i nazisti erano all’erta : dalla fine degli anni Venti e per tutti gli anni Trenta e anche oltre , mi disse Timothy , la Germania nazista inviò ricercatori, esploratori ed agenti in Brasile, in Perù , in Bolivia, sulle tracce dei più antichi miti del Sud America , dei resti di Atlantide, alla ricerca di tunnels e città sotterranee : “ Ci fu anche una spedizione segretissima dell’organizzazione “ Ahnenerbe “, nel 1942 , dopo che il Brasile , forzato dagli USA, aveva dichiarato guerra alla Germania . Cercarono le città sotterranee in Brasile ed in Perù, luoghi che emanano un potere quasi magico , come avevano già fatto in Tibet anni prima. Queste città esistono , ne sono certo , e forse sono ancora abitate. Nel dopoguerra il mio amico tedesco Udo Oscar Luckner trovò in Brasile alcuni di questi accessi , ma morì prima di rivelare il suo segreto “.
Non dobbiamo dimenticare che proprio in quello stesso anno 1942, il Presidente degli Stati Uniti Roosevelt riceveva in un incontro privato i coniugi Lamb, avventurieri ed esploratori americani, che avevano scoperto nel Chiapas Messicano una tribù perduta di strani uomini pericolosissimi, a guardia di accessi di una perduta città sotterranea in Messico…sono reportage storici , riconosciuti ma dei cui sviluppi non si è saputo ovviamente più nulla.
Nel periodo 1996 –2000, proprio nel periodo in cui i miei viaggi ed esplorazioni in Sud America furono molto intensi, mi misi in contatto con l’anziano esploratore Antonio Filangieri di Candida Gonzaga, un nobile molto in gamba (deceduto purtroppo pochi anni fa) che negli anni ’50 si era fatto onore in Brasile sulle orme delle ricerche del Colonnello Fawcett.
Egli stesso personalmente mi rivelò che, oltre ad essere sicuro dell’esistenza della “ Misteriosa Zeta “ nel Mato Grosso si era interessato moltissimo al mistero della città sotterranea di “ Akakor “ presente probabilmente nello stato brasiliano di Acre .
Infatti fece pubblicare in Italia , grazie alla traduzione fatta da sua moglie Sissy, il saggio del giornalista Karl Brugger ( assassinato nel 1984 in Brasile ) sulle vicende , i rapporti , e le ricerche di questi sulle tracce di una misteriosa città sotterranea, Akakor appunto, già scoperta da una segreta missione nazista nei primi anni ’40.
Il conte Filangieri mi confermò che Akakor era una realtà, una città sotterranea in piena Amazzonia, e ancora abitata .
Proprio in una mia spedizione alla ricerca della perduta città peruviana del Paititi , alcuni nativi mi dissero che , al confine con il Brasile , esisteva una città “ segreta “, abitata da almeno 5.000 persone.