venerdì 11 febbraio 2011

I MISTERI DI AKAKOR E TATUNCA NARA

I SEGRETI DI AKAKOR.

Con l’uscita alla fine del 2005 in Germania del dvd film/documentario “Das Geheimnis des Tatunca Nara“, - Il segreto di Tatunca Nara - , del regista televisivo Wolfgang Brög , si è ritenuto assolutamente necessario fornire ai lettori del blog una serie di nuovi ed importanti aggiornamenti, insieme con altre valide fonti ( vedi bibliografia di base a fine articolo ) su tutto il problema della “ Leggenda di Akakor “ , che ormai non si può più risolvere con la pura e semplice semplice lettura dell’affascinante saggio di Karl Brugger , tradotto in Italia e pubblicato per la prima volta nel 1996 da Sissy Filangieri di Candida Gonzaga, già moglie del conte Antonio Filangieri, grande personaggio ed esploratore del Brasile negli Anni’ 50, seguace delle gesta del Colonnello Fawcett, e purtroppo deceduto pochi anni or sono dopo una lunga e grave malattia.
Ovviamente non tutti i nostri lettori saranno a conoscenza nei dettagli di tutta questa intricata storia e così, abbiamo deciso nel corso di questo articolo di fornire comunque una conoscenza elementare sufficiente perché ognuno possa trarre le sue conclusioni personali.
Per quanto mi riguarda, ormai da 25 anni appassionato ricercatore dei misteri dell’archeologia del Sud America ed anche esploratore esperto di alcune zone dell’Amazzonia, mi sono del tutto convinto che all’interno di quelle foreste giacciono ancora insepolti alcuni incredibili segreti che uniscono come in un filo indissolubile la preistoria più antica di quel vero e proprio inferno verde con altri fatti misteriosi ed inquietanti che fanno pure parte della nostra storia più drammatica e recente.
Uno dei più importanti anelli di questa lunghissima catena di misteri e reticenze potrebbe probabilmente essere proprio l’esperienza di vita di Tatunca Nara, l’indio meticcio tedesco autoproclamatosi capo della segreta tribù degli Ugha Mongulala alla fine degli anni ’60, scoperto a Manaus all’inizio degli anni ‘70 dal giornalista investigativo Karl Brugger e che oggi vive abbastanza tranquillamente con la moglie, la dottoressa Anita Nara a Barcelos, lungo il Rio Negro – a nord Ovest di Manaus – località che, guarda caso, si trova proprio a Sud di una zona ancora semi-inesplorata tra il Brasile ed il Venezuela, dove pare esistano antiche piramidi sommerse dalla vegetazione e città perdute, chiamate Akahim e Manoa.
Al di fuori di questo fatto, diversi suoi detrattori sono convinti per esempio che egli sia un tedesco bavarese, tale Günther Hauck, nato nel 1941 in Germania, emigrato all’inizio degli anni ’60 in Brasile dove appena giunto si diede alla macchia, cambiando identità e rifugiandosi in un primo tempo vicino a Manaus.
Nel 1968 era in ogni caso diventato famoso per aver salvato coraggiosamente la vita di alcuni ufficiali dell’esercito brasiliano che erano caduti con il loro piccolo aereo in piena foresta amazzonica brasiliana, a Sud di Manaus.
Ma questo non è l’unico problema che si vuole qui affrontare.
Per esempio, ci si è pure resi conto di come molte situazioni misteriose e veri e propri gialli irrisolti ( che coinvolgono anche la scomparsa di diversi esploratori,) si siano verificati in varie zone del Sud America amazzonico più profondo, come la zona della Sierra Parima, della Madre de Dios peruviana, del Mato Grosso o del nord Brasile e che ci siano sempre stati molti problemi connessi tra i misteri archeologici più complessi, la presenza continua di UFO in Amazzonia e sulle Ande con l’utilizzo di tecnologie segrete e l’assoluta volontà di alcune persone dal passato non certo cristallino di rimanere nell’anonimato più totale.
Vediamo quindi di fare un riassunto di tutta questa intricata vicenda di “ Akakor “ partendo però da un punto di vista di analisi abbastanza diverso dall’usuale.
Michael Bar Zohar, un agente del Servizio segreto Israeliano ora deceduto, (l’Italia aveva già conosciuto il suo libro “ La caccia agli scienziati nazisti “, per Longanesi ed. negli anni ‘60), era uscito nel 1968 con un libro pubblicato in Inglese dalla casa editrice Arthur Baker Limited, dal Titolo “The Avengers“ , in cui il concetto principale era che lo spostamento dei rifugiati nazisti era avvenuto anche per mezzo della copertura delle strutture commerciali delle nuove aziende tedesche post-belliche sparse in tutto il mondo .
Appellandosi a delle fonti americane CIA egli sosteneva che ormai si erano installate in molti paesi del Mondo più di 700 aziende tedesche in luoghi come la Svizzera, il Portogallo, la Turchia e l’Argentina, solo per fare degli esempi.
Tutto questo era già iniziato, diceva l’autore, molto presto , già a partire dal 1943, con dei grossi investimenti ed insediamenti abitativi per fabbriche e linee di produzione e ricerca semi-clandestine a partire dall’Africa del Nord e poi per tutto il Sud America.
Tra le altre cose, una delle principali fonti di indagine giornalistica su tutte queste presunte zone di appoggio in Sud America era stata una persona che in realtà, tra le altre cose, aveva sempre pensato che per esempio Adolf Hitler non si fosse suicidato nel Bunker di Berlino, ma che fosse scappato in Sud america (probabilmente in Argentina) con diversi altri gerarchi nazisti, (tra cui Hans Kammler ed Heinrich Müller): il coraggioso corrispondente dell’ARD radio-televisiva tedesca ( Allgemeiner Deutscher Rundfunk ) Karl Brugger.
Brugger, a partire dal 1970, dopo alcune prime indagini in Argentina, si trovava in pianta stabile a Belem, una moderna città di circa 600.000 abitanti, che si trova in piena Amazzonia brasiliana.
Da dove si trovava a Belem egli si era recato per alcuni giorni a Manaus, uno di quegli insediamenti ( ora è una città molto più grande) che si trovavano in piena foresta e che allora si potevano raggiungere solo per via fluviale (oggi si raggiunge soprattutto in aereo).
Qui egli venne a sapere dell’esistenza e conobbe amichevolmente poi un uomo di nome Tatunka Nara, mezzo tedesco e mezzo indigeno a suo dire, che disse di essere il capo della stirpe della Tribù nascosta degli Ugha Mongulala e che gli raccontò la storia fantastica e segreta del primo popolo della foresta che si chiamava “ La cronaca di Akakor “ .
Questo popolo, da tempi immemorabili, era entrato in contatto con un antico “ popolo delle stelle “, gli Schwerta ( Le Spade ) che nel 12000 a.C. circa era sceso sulla Terra per aiutare la specie umana ad uscire dalla barbarie e per aiutarli a sopravvivere ad un enorme cataclisma che si sarebbe verificato certamente sulla Terra nel giro di pochi secoli, cosa che di fatto avvenne.
Questi extraterrestri se ne erano poi andati ma, un giorno, avevano detto, essi sarebbero tornati.
Inoltre, cosa che interessava molto a Brugger, si trovava conferma dalle parole di Tatunca di una segretissima spedizione di 2000 militari SS e personale di intelligence tedesca del servizio di sicurezza SD che, a partire dal 1942 fino al 1945 si erano stabiliti nell’Amazzonia brasiliana e addirittura nella città perduta di Akakor, appunto, per stabilire una quinta colonna segreta nazista in Sud America durante la Guerra Mondiale.
In un primo tempo Brugger, che aveva registrato tutte le interviste su di un nastro magnetico, pensò che tutta questa storia fosse solo una finzione , però cominciò lentamente a fare delle ricerche , ed a credere alla storia.
Su questo terreno fece allora una offerta a Tatunca Nara e cioè di accompagnarlo ad Akakor , la capitale semi-sotterranea di questo popolo indigeno .
Egli voleva vedere tutte queste cose incredibili di cui gli aveva parlato Tatunca e poi lanciare la clamorosa notizia in tutto il mondo .
Tatunca Nara, un fotografo brasiliano ingaggiato per l’occasione, e Karl Brugger lasciarono Manaus alla fine di settembre del 1972.
In un primo momento era stato stabilito di navigare lungo il corso del Rio Purus con un battello fluviale , e poi dirigersi con una canoa con motore fuoribordo verso le sorgenti del Rio Yaco, che si trova sul confine tra Brasile e Perù, tra il Dipartimento brasiliano di Acre e la Madre de Dios peruviana .
Dopo si sarebbero stabiliti dei piani di marcia in foresta in direzione dei primi promontori delle Ande per poter raggiungere la città perduta di Akakor che pertanto dovrebbe essere in Perù, nel Dipartimento Madre de Dios, parzialmente esplorato in una mia spedizione dell’anno 2000 alla ricerca della città perduta del Paititi.
La spedizione di Brugger doveva durare circa 6 settimane .
All’inizio tutto andò bene e si era molto ottimisti, ma solo pochi giorni prima di raggiungere Akakor ci fu un grave incidente: il 13 ottobre 1972 la canoa si rovesciò con la perdita di quasi tutto il materiale della spedizione e Brugger fu costretto a tornare indietro contro il volere di Tatunca che invece voleva proseguire a tutti i costi per tornare dalla sua gente e farli conoscere a Brugger.
E così si divisero, Tatunca verso Akakor , Brugger ed il suo compagno di viaggio di ritorno verso Manaus.
Non si incontrarono mai più.
Nel 1976 Brugger, dopo un periodo di riflessione ed indecisione, si convinse a far pubblicare in Brasile ed in Germania il suo libro sulla “Cronaca di Akakor“, saggio che scatenò un’ondata di polemiche e di discussioni infinite in campo storico, archeologico e di cronaca occulta della Seconda Guerra Mondiale .
Sicuramente qualche terribile segreto doveva per forza essere uscito allo scoperto a causa di quel libro perché Brugger, improvvisamente, venne ucciso a fucilate il 2 gennaio 1984 per strada a Rio de Janeiro , praticamente sulla porta di casa.
Sulla sua morte fino ad ora ci sono state solo supposizioni, compreso un presunto coinvolgimento dello stesso Tatunca in questo omicidio, però mai dimostrato, coinvolgimento cui io personalmente non ho mai creduto.
Ma noi finalmente forse abbiamo trovato infine una risposta plausibile per alcuni di questi misteri.
Secondo alcune informazioni trapelate recentemente dalla Germania Karl Brugger era entrato in contatto con la “Rete dei vecchi Camerati“ , un gruppo influente di supporto per chi era scappato dalla Germania alla fine della Guerra.
Tramite un espediente uno scrittore tedesco, Karl Heinz Zunneck, aveva ricevuto delle valide indicazioni ad Unterlagen, e qui vi aveva trovato una strana connessione con un programma segreto tedesco di ricerca atomica, che già durante la Seconda Guerra Mondiale era stato avviato con un test positivo in Turingia , di cui era stata data una precisa testimonianza da un suo informatore, tale Hans Rittermann.
Tutto questo si poteva mettere in stretta correlazione con un avvenimento accaduto nella zona tra Ohrdruf / Arnstadt e Jonastal, a causa di un gruppo di persone che avevano fatto delle ricerche intensive negli anni ’60 e che avevano lavorato in un impianto segreto di alta tecnologia tedesco.
Uno di questi esperimenti era stato reso segretissimo perché alla fine aveva avuto a che fare con una Energia ancora sconosciuta di valenza aereonautica,così dal dover essere totalmente tolto dalla normale standardizzazione degli esperimenti ( cioè totalmente secretato ) .
Da quello che si sa anche il Ministero degli Affari Segreti della allora DDR ( la famosa Stasi ) era a conoscenza dell’esistenza di questo impianto di ricerca.
Cosa importante inoltre, Rittermann riportava i nomi di alcune delle persone che per le loro private indagini in quest’area di ricerca investigativa avevano trovato tempo dopo una fine violenta, e fra questi nomi vi era anche quello del giornalista Karl Brugger !
Leggiamo una delle sue confidenze prese dal saggio di Zunneck:
“Ci sono alcuni, tra i molti, cui la scienza tedesca non ha fatto niente di buono. Così infatti è successo nel campo delle ricerche segrete dove c’era qualcuno che diceva di avere in mano delle buone informazioni, tanto da dare la propria vita.
Così è successo al dr. Werner Wolf, morto per un incidente a Heidenholz nel 1968, e così il dr. Paul Enke della DDR che ebbe un incidente in località “La Capanna Rossa“ presso Arnstadt, passato poi come un infarto cardiaco, e Karl Brugger ( radio federale tedesca ) assassinato in Sud America, dove proprio in quel periodo era sulle tracce di alcuni ex- camerati in Argentina : lui utilizzava ad Arnstadt il nome fittizio di Bürger “.
Così i risultati delle ricerche di Rittermann mettevano in risalto anche delle prove di veri e propri assassinii verificatisi in Turingia, e da altre dichiarazioni di Rittermann risultavano pure delle nuove scoperte sulla storia di Karl Brugger , e cioè che lui era stato sulle tracce dei membri della “ Rete dei vecchi Camerati “ in Argentina ed in Brasile , in un modo molto serio e convincente, sicuramente troppo.
E così tutto questo era successo perché, proprio nel periodo della morte di Brugger, egli aveva scoperto che certamente nel Mato Grosso ( Brasile ) esisteva un punto di appoggio segreto per le SS fuggite in Sud america.
Come possiamo facilmente arguire, la confluenza di notizie della duplice inchiesta (una palese, l’altra occulta) in corso di Brugger era lampante: da una parte vi era un personaggio misterioso come il capo Tatunca Nara che aveva accennato a Brugger di città perdute sotterranee in Amazzonia e di militari tedeschi giunti dall’Europa che vi si erano nascosti con la fine della Guerra, dall’altro avevamo una coincidenza con la via di fuga dei nazisti verso il Sud America e la lotta per il possesso di una tecnologia segreta energetica utile alla fabbricazione di nuovi apparecchi volanti ( gli UFO ? ).
Insomma c’era materiale sufficiente per precipitarsi in Brasile e cercare con ogni mezzo di mettersi in contatto con Tatunca Nara per cercare di carpire i suoi segreti. Così la troupe televisiva tedesca autrice del Dvd che ho citato andò varie volte ad intervistarlo negli ultimi anni a Barcelos .
Ma al di là di tutto questo Tatunca Nara è una grande guida amazzonica, per quello che abbiamo potuto sapere e giustamente egli cerca di fare i propri affari nel suo campo di lavoro specifico, inoltre non c’è dubbio che lui sia un grande esperto della vita in foresta e di come si dia da fare nel portare in giro alcuni occidentali con molta voglia di avventura.
Ma pur essendo ormai risolto il mistero di dove viva oggigiorno Tatunca Nara, molti altri ne rimangono, e cercheremo appena possibile di darvi altre notizie in merito.
Per esempio: che dire dei tedeschi “irriducibili “ nascosti ad Akakor alla stregua di quegli ultimi giapponesi scovati nelle foreste asiatiche nei primi anni ’70? Tatunca rispose nel suo libro dicendo che, facendo seguito ad una specie di “guerra di confine” tra il Brasile ed il Perù per la delimitazione dei rispettivi dipartimenti nazionali di Acre e di Madre de Dios, essi si dispersero in altre città sotterranee antidiluviane, tra cui Akahim. Questo sarebbe uno dei motivi per cui lui stesso si è spostato da una zona a Sud Ovest del Brasile in un’altra (Barcelos) in posizione decisamente Nord Brasile.
Tatunca sarebbe così sempre un “guardiano“ di un’altra città perduta dei Mogulalas ( Akahim, appunto ), che si trova molto più a Nord di dove lui abita. Proprio da quelle parti (Alto Rio Negro) erano state scoperte da foto aeree del 1979 un’altra serie di misteriose piramidi coperte dalla vegetazione – come quelle di Paratoari/Pantiacolla in Perù – delle quali si era occupato per un breve tempo anche Erik von Daniken. L’esploratore americano John Reed tentò di raggiungerle senza successo, accompagnato per un tratto dallo stesso Tatunca, ma poi scomparve misteriosamente. La stessa sorte toccò alla tedesca Christine Heuser ed allo svizzero Herbert Wanners negli anni ’80. In queste sparizioni Tatunca Nara non ha nessuna responsabilità, piuttosto si ritiene che dietro tutti questi misteri amazzonici ci siano ben altri interessi, di natura tecnologica, archeologica e politica, che qualcuno vuole difendere a tutti i costi.

Bibliografia di Base
Wolfgang Brög- Das Geheimnis des Tatunca Nara – DVD , Sam Production , Germania, 2005.
Karl Brugger – Cronaca di Akakor-, Mediterranee , Roma, 1996.
Marco Zagni- L’Impero Amazzonico-, MIR , Firenze 2002.
Karl Heinz Zunneck & Heiner Gehring- Flugscheiben über Neuschwabenland -, Kopp Verlag, Germania, 2005.
Wolfgang Siebenhaar- Die Wahrheit über die Chronik von Akakor – Kopp Verlag, Germania, 2005.