domenica 20 dicembre 2009

LA FUGA DI HITLER

IPOTESI SULLA “FUGA DI HITLER”.

PRIMA PARTE
Indipendentemente dal fatto che la recente trasposizione cinematografica degli ultimi giorni di Adolf Hitler ( 1889- 1945? ) alla Cancelleria /Bunker di Berlino con il film “ Der Untergang –La Caduta )”, basata in parte su saggi , studi storici e diari ( in particolare quello di Traudl Junge , segretaria di Hitler )( 1), sembra almeno a livello mediatico in Italia avere messo la parola fine sulla problematica della morte/suicidio del Führer della Germania, varrebbe la pena impostare l’ipotesi di una possibile fuga di Hitler da Berlino per lidi extraeuropei su alcuni punti importanti.
In primo luogo impostare una prima ipotesi presentando la cosiddetta versione ufficiale della morte di Hitler , es. il tradimento di Himmler, come molla per Hitler per scrivere il suo testamento politico e quello personale…l’incontro con il medico militare per la spiegazione di come usare il veleno e contemporaneamente spararsi ecc. In secondo luogo cominciare così ad introdurre la possibilità che tutto questa storia del suicidio avrebbe potuto essere una grande messinscena già preparata da tempo e, come diverse fonti hanno già dimostrato la cosiddetta “prova dell’arcata dentale di Hitler“ potrebbe non valere nulla se fosse già stata falsificata in precedenza con tempo utile dal servizio segreto SD delle SS.
Non bisogna dimenticarsi che le famose 14 ore di bombardamento continuo sovietico sulla Cancelleria dopo le ore 15.00 del 30 aprile 1945 ( momento esatto della “morte” di Hitler ), potrebbero sì aver aiutato a distruggere completamente le salme deposte e bruciate all’esterno di Hitler ed Eva Braun ( versione accettata e presentata da Joachim Fest in una sua intervista alla Rai alla trasmissione Enigma di qualche anno fa, e altri scrittori) ( 2 ) , ma nello stesso tempo avere favorito piuttosto– nel trambusto generale, anche la sua fuga .
Hanna Reitsch, quella eccezionale donna asso dell’aviazione tedesca ( pilotò anche come collaudatrice anche le V1 ), e sicuramente nostalgica del nazionalsocialismo, ha sempre sostenuto fino alla sua morte che solo lei sarebbe stata in grado , ed infatti offrì questa possibilità ad Hitler , da lui declinata, di far decollare in quei giorni un piccolo aereo dalla zona della Cancelleria per portare in salvo Hitler ed Eva Braun –per esempio in Spagna – e pertanto, visto che la cosa non si verificò, Hitler morì probabilmente nel Bunker.
Allo stesso tempo anche questo ragionamento non prende in considerazione il fatto che un piano di fuga ( per via di terra fino a qualche base di U-boot ) avrebbe potuto essere già stato preparato da tempo dalle SS, e quindi la visita (non attesa) della Reitsch alla Cancelleria , ed una sua eventuale inclusione nel progetto di fuga, non era stata presa in ogni caso in considerazione…da qui l’effettiva ipotesi di una fuga attraverso un passaggio segreto apposito.
Dobbiamo prendere in considerazione un terzo punto importante , cosa che gli stessi Russi hanno contribuito a confondere: il problema dei “ sosia “.
E’ dato di fatto storico per esempio l’esistenza di un filmato russo con le riprese di un “ sosia” morto di Hitler, dagli stessi russi presentato come una prima “ prova “ provata della morte del Führer…in realtà le stesse autorità sovietiche sapevano benissimo che il ritrovamento di questo corpo non provava nulla. Nonostante tutto questo filmato viene ancora presentato ai media ancora ai giorni nostri!
A maggior ragione ( esiste un articolo interessante dello studioso Pierluigi Tombetti apparso sul numero n. 65 – giugno 2005 – della rivista Hera ) non è ben chiaro lo stesso ruolo avuto da Stalin in questa vicenda dell’alimentare continue voci della fuga di Hitler in Sud America …per confondere le idee agli Americani…in realtà si confondevano le idee allo stesso popolo russo , non certo contento di sapere che Hitler probabilmente era fuggito.
Pertanto non si può comprendere fino a che punto Stalin abbia giocato con la versione del Mito della Fuga ( 3 ): a parere di chi scrive, a furia di scompaginare le carte da parte dei servizi segreti russi, gli stessi gerarchi sovietici hanno cominciato a chiedersi veramente se Hitler non fosse realmente fuggito.
Note 1a Parte.
( 1 ) Traudl Junge , Fino all’ultima ora, Mondadori, Milano ,2004.
( 2 ) Non si può non citare il saggio Bunker del giornalista di Stern Ulrich Voelklein ( Piemme, Casale Monferrato,1999 )…in ogni caso questo professionista è assolutamente schierato sulla versione del suicidio …in ogni caso colpisce molto in modo dubbio quando in due parole egli sostiene che Bormann era morto tentando di fuggire da Berlino, versione che in realtà non ha mai convinto nessuno ! Molto probabilmente Borman riuscì a fuggire ed a raggiungere il Sud America . Molti storici ne sono convinti.
( 3 ) Secondo molti autori il mito della Fuga di Hitler fu alimentato da Stalin e dal suo servizio segreto militare sovietico perché loro potessero confondere le idee agli ex – alleati Occidentali : anche Voelklein concorda con questa tesi e a maggior ragione riproduce le versioni integrali delle dichiarazioni di Günsche e Linge sul suicidio di Hitler rese ai russi.

II PARTE. FUGA DI HITLER.

Gli Alleati inoltre da diverso tempo mantenevano una flottiglia di cacciatorpediniere ed incrociatori leggeri che permanentemente stazionava sulle rotte da trasporto bellico più comuni tra la Groenlandia , l’Islanda e la Norvegia .
Il giorno 2 maggio 1945, l’Ammiraglio Dönitz, investito dall’autorità che il “testamento politico” di Hitler gli conferiva , e cioè di succedergli alla guida della Germania nazista , prese alcune importanti decisioni le cui risoluzioni ancora oggi sono tenute coperte e secretate dagli Alleati.
Quello che accadde poi è stato volutamente cancellato dagli avvenimenti storici: si tratta infatti del verificarsi dell’ultima grande battaglia navale dell’Atlantico.
Che, secondo diverse voci, si risolse in un vero e proprio disastro per gli Alleati ( alla stregua del famoso convoglio PQ17 del 1942).
Dönitz infatti da tempo aveva accuratamente preparato nel fiordo di Kristiansand in Norvegia una flottiglia di riserva di sommergibili tedeschi del tipo più moderno , sia per le prestazioni dei sommergibili ( diversi del tipo XXI , il famoso elettrosommergibile – ai cui motori veniva applicato segretamente anche il congegno di creazione elettrica permanente di tipo Coler, già utilizzabile negli anni ’30 e scoperto dal capitano della marina del Reich Hans Coler ) ( 1 ) , con elevatissima velocità di immersione ( si parla di 20 e più nodi ) ed eliche “ silenziose “, sia per l’armamento dislocato ( siluri a guida a cavi controllata ed eccezionali spolette magnetiche di prossimità- tutte invenzioni poi cannibalizzate dagli anglo -americani ).
Questa pericolosissima muta di U boot fu lanciata proprio all’assalto per intraprendere una battaglia navale contro la flotta di intercettori navali del Nord Atlantico degli Alleati : utilizzando i nuovi siluri a guida filoguidata le navi alleate furono annientate .
Non riuscivano nemmeno a rendersi conto contro chi o che cosa erano andati ad imbattersi : “ Che Dio mi salvi, che io non possa mai più incontrare una simile forza ! “ ( 2 ), disse allora uno dei pochi ufficiali britannici sopravvissuti.
Questo clamoroso smacco verrà tenuto nascosto dagli alleati così come precedentemente ( novembre-gennaio 1944-‘45 ) era stata tenuta praticamente nel dimenticatoio dagli USA la batosta terrestre avvenuta nella foresta di Hürtgen.
Ma quale fu il vero motivo per cui , a pochissimi giorni dalla cessazione delle ostilità in tutta Europa, Doenitz scatenò un evento simile così dirompente?
La risposta in realtà potrebbe essere molto semplice, usando un approccio di indagine deduttivo: creare un baluardo insormontabile di sommergibili a difesa ed usare questo scontro anche come “ specchio delle allodole “ per permettere da una altra rotta il passaggio indenne di un altro gruppo di sommergibili , questa volta diretti verso l’Antartide ed il Sud America.
A bordo di uno di questi vi erano infatti Adolf Hitler ed Eva Braun. Una via di fuga terrestre era stata utilizzata per raggiungere prima la costa del nord ( probabilmente in territorio olandese o danese – ma si parla anche di Amburgo ) e poi la Norvegia.
Ecco quindi che il testamento politico di Hitler diventa in realtà un messaggio concordato precedentemente con Dönitz stesso per dare l’OK alla continuazione del cosiddetto “ progetto Lucifero “ ( 3 ) ( o piuttosto “Oltremare Sud” ) nel quale la fuga di Hitler ed Eva Braun, con altri importanti gerarchi , tra cui Bormann , era solo l’atto finale di una fase di trasferimento di uomini e mezzi verso gli altri lidi extraeuropei ( Antartide , Sud america , Tibet e Mancuria ) sopra citati già iniziata dall’autunno del 1944 per via marina ed aerea .
A rimanere uccisi e bruciati nel bunker furono in realtà dei sosia.
Sarà la volontà definitiva di Hitler della continuazione della guerra dopo la guerra : una guerra “ asimmetrica “ e segreta, di lunghissimo periodo da effettuarsi in modi e tempi elastici da stabilirsi nel modo più occulto a seconda della situazione geopolitica più favorevole all’attuazione di questi progetti ( 4 ) .
Indipendentemente dal fatto che è stato ormai da tempo dimostrato che Hoover , il Capo dei Federali Americani, sguinzagliò i suoi G.men e agenti in tutto il Sud America a partire dal 1948 per dare conferma alle voci che davano Hitler al riparo in quel continente, proprio in questi anni alcuni studiosi e cronisti Argentini , Cileni e Paraguaiani sostengono con forza che Hitler giunse in Argentina nel 1945 , lì vi rimase fino alla fine degli anni ’50 per poi trasferirsi in Paraguay fino alla fine degli anni ’60 e che poi morì nel 1974 ( forse in Cile ) a 85 anni di età.
A questo proposito il giornalista cileno Osvaldo Muray Quiroz sostiene addirittura che la tomba di Hitler dovrebbe essere in Cile…Muray dovrebbe uscire con un libro sulla vita di Hitler in Cile, ( su un punto importante non concorda con il giornalista argentino Abel Basti, sostenendo che l’Argentina era infiltrata da tempo da agenti americani ed ebrei e pertanto troppo pericolosa per la vita in clandestinità di Hitler che piuttosto si sarebbe svolta in Cile ), libro che da tempo si sta aspettando …non bisogna dimenticare però che Muray viene ritenuto dagli stessi cileni come un cronista un po’ troppo sensazionalista e pertanto da non prendere troppo sul serio.
Aveva anche scritto un libro su misteriose presenze “ aliene “ in Cile.
Miguel Serrano ( 1917-2009 ) invece, da sempre ben informato, sin dal 1978, anno di uscita del suo libro “ El Cordon Dorado “ ( primo della trilogia dell’Hitlerismo Esoterico ), ha sempre sostenuto in primo luogo l’arrivo della flottiglia segreta di Uboot nei mari meridionali con delle rotte a spola comprese tra l’Antartide ed il sud America .
In ogni caso la continua scoperta proprio in questi ultimi anni di diversi relitti di sommergibili tedeschi fatti affondare volutamente a poca distanza delle coste del Cile e dell’Argentina avvalora il fatto che, all’insaputa fino a poco tempo fa degli storici “ ufficiali “, esistette veramente una via di fuga da parte dei tedeschi assolutamente sconosciuta e fino ad ora mai veramente documentata (esistono invece ora diverse foto e reportages a conferma ).
Una fuga di Hitler diventa così plausibile ( altro argomento da sempre sostenuto da Serrano ).
In particolare , da quanto scrive l’argentino Abel Basti ( 5 ), si può pensare che:
“Tra il luglio e l'agosto del 1945 Adolf Hilter, accompagnato da non piu' di sette persone, tra le quali Eva Braun, giunse a bordo di un sommergibile tedesco scortato da altri due nella piccola baia di Caleta de Los Loros, nella provincia meridionale del Rio Negro, dopodiche' tutti e tre i sommergibili vennero affondati.
"Grazie all'ausilio di apparecchiature speciali, in quest'angolo della costa della Patagonia siamo riusciti a registrare la presenza di tre sommergibili tedeschi a 30 metri di profondita', l'affondamento dei quali non viene menzionato in nessun archivio ne' della Marina ne' del ministero della Difesa argentini, e tale scoperta sta a testimoniare il fatto che, durante la Seconda guerra mondiale, i sommergibili tedeschi facevano regolarmente il loro ingresso nelle acque territoriali argentine", scrive Basti ( 6 ).
Questo è un periodo estremamente interessante perché coincide con la resa spettacolare , tra il luglio e l’agosto del ’45 di due sommergibili tedeschi al Mar del Plata ( cosa che fece scalpore in tutto il mondo – sono stati scritti anche dei saggi in argomento ) e pertanto anche questa situazione avrebbe potuto essere sfruttata in quel medesimo periodo proprio per distogliere l’attenzione da altri lidi sud americani , dove in quello stesso momento avvenivano diversi sbarchi clandestini da altri U boot.
Lo scrittore Mariano Llano, storico del Paraguay, appoggia a tutt’oggi in pieno le tesi dell’argentino Abel Basti ed inoltre sostiene già da qualche anno ( con la pubblicazione del suo libro Hitler e los Nazis en Paraguay , del 2004 ) che Hitler, dopo aver visitato varie province argentine in incognito , attraverso la protezione di Bormann, Mengele, ed Eichmann, per motivi di sicurezza si spostò in Paraguay , sotto la protezione dell’allora dittatore Alfredo Strenser.
Abbiamo così un Hitler , secondo queste dicerie, che nel corso degli anni si sposta tra i vari enclave dei fuorusciti nazisti in Sud America , coperto ad un massimo livello di segretezza….non dobbiamo dimenticare a questo proposito l’eccezionale copertura di cui godette proprio Mengele, morto poi nel 1979 ed esumato definitivamente nel 1984.
A questo proposito vale la pena di ricordare che il figlio di Mengele riuscì ad andare a trovare il padre in Brasile negli anni ’70 e, pur ripudiando da sempre il comportamento criminale di suo padre medico SS durante la guerra ( a questo proposito si consiglia di vedere quel bellissimo film con Charlton Heston nel ruolo di Mengele uscito recentemente anche in Italia dal titolo “ My Father “, 2004 ), se ne guardò bene dal denunciarlo alle autorità internazionali che lo cercavano da tempo.
Il fatto che il gran numero di riscontri riportati negli ultimi anni da questi autori d’oltreoceano su di una plausibile fuga di Adolf Hitler vengano continuamente considerati dagli storici europei ed occidentali in generale come una sorta di “ spazzatura storica “ ed i loro libri come illeggibili o impubblicabili, oltre a tradire una sorta di “snobismo culturale “ nel confronto di questi studiosi amerindi in realtà cela piuttosto una profonda inquietudine nei confronti di una possibilità che sta diventando sempre più reale, e che ormai non può più essere confinata entro il concetto elementare di puro “ mito neonazista “.

Note

( 1 ) Vedi , di Robert Nelson : I generatori di energia di Hans Coler , in Nexus n. 21 , 1999.
( 2 ) Molto interessante e convincente l’articolo di Joseph Farrell: Le basi segrete dei nazisti in Antartide, in Mistero Extra n. 4, 2006.
( 3 ) Joseph Farrell, The SS brotherhood of the Bell, Adventure Unlimited , 2006, pag. 167 .
( 4 ) idem .
( 5 ) Abel Basti, Hitler en Argentina, 2006.
( 6 ) da Pravda / trad.italiana-internet del 29-agosto-2006.